Se la metro non va

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A giudicare dalle cronache, il tallone d’Achille della metropolitana di Roma è proprio il servizio dei treni: problemi di orari, regolarità, interruzioni sono all'ordine del giorno, tanto che si sprecano esposti e interventi delle associazioni di tutela dei consumatori.

Ma a leggere il rapportino pubblicato proprio mercoledì dall'Agenzia comunale per il controllo dei servizi pubblici locali si scopre che le metropolitane romane, con i suoi miseri 37 chilometri di rete sotterranea, soffrono moltissimo anche sul fronte dei servizi nelle stazioni. Di tutto quell'insieme di piccole attenzioni al passeggero che costituiscono l’essenza di un viaggio comodo, sicuro, soddisfacente. Purtroppo sappiamo che a Roma è quasi un miraggio: guardando tra numeri e tabelle scopriamo infatti che dalla verifica dei parametri di qualità sulle 49 stazioni (27 della linea A e 22 della B), e un controllo campionario su 406 convogli (210 sulla linea A e 206 sulla B) anche per il Comune molti aspetti essenziali del servizio non vanno bene.

Ecco cosa dice l'autorithy: «Insufficiente presenza sulle scale di accesso della linea B di dispositivi di sicurezza (gommini/strisce antiscivolo e corrimano); elevata presenza di graffiti/manifesti abusivi nelle stazioni della A, in particolare lungo le scale di accesso; basso numero di controlli sui passeggeri con abbonamento; non elevata fruibilità delle indicazioni sulla presenza dell’Infopoint; scarse informazioni su orari/frequenze di passaggio, tariffe e tipologie di biglietto all’interno delle stazioni; informazioni scarsissime e poco fruibili sulle modalità per inoltrare reclami e chiedere rimborsi in caso di disservizi; scarsa esposizione del badge da parte del personale di stazione; insufficiente pulizia delle scale di accesso alle stazioni; scarsa fruibilità dei cestini per rifiuti nelle aree di accesso alle stazioni; significativa presenza di venditori ambulanti e mendicanti sia nelle aree di accesso e in banchina, sia durante il viaggio all’interno dei convogli; insufficiente agibilità e fruibilità dei pochi servizi igienici presenti sulla linea A; scarsa pulizia interna dei vagoni della linea B».

Dati e osservazioni in buona parte constatabili anche dal cittadino-utente. Ma se si confrontano gli elementi negativi riscontrati dai rilevatori con quelli positivi, si osserva che la maggior parte dei disservizi riguardano proprio la scarsa cura, la poca manutenzione o la sorveglianza delle strutture. A evidenziare questo aspetto è sempre l'authority, che nel rapporto ricorda che «si è preferito evidenziare le sole criticità che possono invece essere risolte in tempi più brevi con interventi gestionali e/o organizzativi ». Cattiva gestione quindi nei grandi come nei piccoli disservizi.

Francesco Unali