Regionali, fatto l’accordo Alle urne 10 e 11 febbraio

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E’ stata una giornata molto tesa quella di ieri fra polemiche e dichiarazioni dopo che Nicola Zingaretti in una conferenza stampa convocata in via dei Cerchi aveva duramente attaccato Renata Polverini sulla data del voto. Poi in tarda serata il nodo delle regionali del Lazio che da mesi vede lo scontro fra destra e sinistra alimentato dalla decisione del Tar dell’altro ieri che imponeva alla presidente dimissionaria di indire le elezioni dentro cinque giorni dalla pronuncia del tribunale Ammninistrativo, finalmente si è sciolto: le elezioni si svolgeranno il 10 e l’11 febbraio prossimi nel Lazio, in Lombardia e Molise.

Che il ministro dell'interno abbia trovato l'accordo con la presidente dimissionaria dal 27 settembre lo conferma il suo comunicato emesso attorno alle 20.30. «Il ministro dell’Interno, Annamaria Cancellieri – si legge nella nota – ha invitato i prefetti di Milano e Campobasso a convocare i comizi per le elezioni regionali in Lombardia e Molise che si dovranno tenere nelle giornate del 10 e 11 febbraio 2013. Il ministro dell’Interno ha informato della decisione il Presidente della Regione Lazio, Renata Polverini».

E’ evidente il rispetto per la carica istituzionale della Presidente della Regione alla quale spetta la decisione ma è altrettanto chiaro l’accordo per convocare per quella data i comizi elettorali anche per il Lazio. «Sulla data del voto abbiamo trovato una intesa con il ministro dell’Interno Anna Maria Cancellieri», aveva in precedenza scritto su Twitter Renata Polverini, che tuttavia qualche ora prima aveva creato una certa suspense parlando di una sua precisa indicazione solo entro venerdì. Ma l’intervento del Governo è stato questa volta decisivo anche se da qualche parte si era alimentato il sospetto, come aveva affermato in una intervista al Corriere della Sera l’avvocato Pellegrino, che per conto del Movimento Difesa del Cittadino aveva fatto ricorso al Tar, che qualcuno nel Governo stesse puntando all’election day per unificare le varie scadenze, dalle politiche alle regionali.

Sulla vicenda era intervenuto anche il segretario del Pd Pierluigi Bersani per il quale non era proprio il caso di parlare di election day «perché la Lombardia e il Lazio sono due Regioni troppo importanti perché si possano lasciare in queste condizioni fino alla prossima primavera ». Aggiungendo che chi puntava in quella direzione per risparmiare «non considera quanto spenderemmo inutilmente nei prossimi mesi in queste Regioni». «Ciò che noi chiediamo, dunque – aggiungeva – è che si vada a votare in Lazio e in Lombardia nel più breve tempo possibile e poi si facciano a tempo debito le elezioni politiche».

La decisione di Renata Polverini arriva il giorno dopo la sentenza che l'altro ieri aveva imposto alla governatrice uscente di indire entro cinque giorni le elezioni. I giudici amministrativi avevano anche deciso che le elezioni sarebbero dovute avvenire entro novanta giorni dallo scioglimento del Consiglio regionale, avvenuto il 28 settembre. Pena la nomina di un commissario ad acta. L’indicazione del ministro Anna Maria Cancellieri concede di fatto al centrodestra due settimane in più, considerando che la campagna elettorale dovrà svolgersi nei 45 giorni antecedenti l'indicazione della data del voto, offrendo così alle maggiori forze politiche la possibilità di celebrare le primarie che per il Pd si svolgeranno il 20 gennaio e per il Pdl il 16 dicembre, ma nello stesso tempo concede a Renata Polverini una onorevole via d’uscita da una situazione che si andava pericolosamente aggrovigliando. Tanto che la Presidente uscente, dal sito della sua Fondazione Città Nuove, non poteva che apprezzare quella la scelta confermando comunque la sua volontà «di indire le elezioni per cinquanta consiglieri invece che settanta».

Aggiungendo che il buon senso le impediva di chiamare i cittadini alle urne nel periodo delle festività natalizie mentre con questa soluzione si consente «lo svolgimento regolare delle operazioni che precedono il voto e, soprattutto, la massima partecipazione alla campagna elettorale così come vuole la democrazia e la legge ». Dopo aver definito «strumentali e demagogiche» le richieste avanzate, «anche violentemente, dalla coalizione di sinistra per votare a Natale» ha auspicato che «il clima si rassereni e tutti pensino a proporre ai cittadini del Lazio un programma ed una maggioranza in grado di governare».

Una soluzione di compromesso dunque che lascia qualche perplessità a sinistra, salva in zona cesarini la posizione di Renata Polverini alla quale per legge compete il potere tant’è vero che il segretario regionale dei Democratici, il deputato Enrico Gasbarra, poteva dichiarare di «aver stabilito la data mette finalmente un punto fermo su una vicenda assurda. A sei settimane dalle dimissioni della presidente ci aspettavamo però una data più ravvicinata e in linea con quanto stabilito dalla sentenza del Tar».

Gl

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