Violenza sessuale, riapre lo sportello “Donna h24”

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Riapre lo Sportello “Donna H24” contro la violenza sessuale e domestica nel pronto soccorso dell'ospedale San Camillo di Roma. Dopo la chiusura del servizi nell’ottobre 2011 a causa della conclusione della convenzione con l’ospedale, il servizio della cooperativa riprende ufficialmente grazie ai fondi di un bando comunale, ma soprattutto per la costanza e la caparbietà di chi lo aveva avviato nel 2009.

Le sette operatrici che torneranno a dar vita al servizio infatti, anche dopo la chiusura ufficiale, avevano continuato a mantenere un presidio, garantendo un punto di riferimento per le tante donne che erano state seguite in due anni e per quelle che arrivavano sapendo di trovare, all'interno del pronto soccorso un importante punto di dialogo per tutti i problemi relativi alla violenza sulle donne.

Finora sono state 700 le donne in difficoltà che hanno ottenuto consulenza e assistenza psicosociale e legale presso lo sportello, aperto 24 ore al giorno per 365 giorni l'anno. Al servizio possono accedere le donne che subiscono violenze, sia di loro iniziativa sia su segnalazione del personale medico e paramedico. Lo sportello è nato come progetto nel 2008 da una idea dell’ex ministro per la Salute Livia Turco e punta a far emergere una serie di realtà troppo spesso negate. Come il fatto che il problema della violenza è un problema della sanità pubblica, perchè comporta sulle donne che le subiscono conseguenze fisiche e psicologiche anche gravi e che durano nel tempo.

Le donne che hanno subito violenze, inoltre, si rivolgono molto di più alle strutture sanitarie che ai commissariati di Polizia o alle altre istituzioni. Per questi e altri motivi il pronto soccorso è diventato il luogo giusto per avviare un simile progetto. Luogo dove mettere insieme tante professionalità, dai medici, agli psicologi, agli infermieri alle forze dell’ordine, fino ai mediatori culturali che operano per aiutare le tante donne straniere a esprimere il loro disagio. Dopo due anni di attività e uno di stop forzato torna quindi in attività un servizio all’avanguardia nella sanità romana, un patrimonio di civiltà per tutte quelle donne vittime di violenze sessuale e domestica.

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