La strana vicenda della Polisportiva Parioli

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L’inarrestabile consigliere municipale de La Destra Massimo Inches imperversa e continua a scovare illeciti nel municipio II, corredati in genere dai successivi esposti alla Procura. Questa volta ha preso di mira l’area dell’Antico Tiro al Volo, casale di via della Moschea 60.

Nel suo esposto in Procura spiega le “strane” vicende che hanno portato la soc. Antico Tiro al Volo Polisportiva Parioli Spa all’affidamento di quella proprietà e ricorda che nel pieno della campagna elettorale nel 2008 da quelle parti venne trovata uccisa la signora Emilia Matilde Stopponi, residente in una villetta attigua.

Ora tutta la zona è recintata con una tenda verde, completa di telecamere e un grande orto all’interno. Ma molti residenti della zona sapevano che l’area di proprietà comunale era stata assegnata al Circolo Tiro al Volo e già qualcuno si era chiesto come mai fosse stata affidata a una società di capitali e non a un’associazione no-profit. I sospetti, riferisce Inches, nascevano dal fatto che non era mai stato pubblicizzato alcun bando pubblico per l’assegnazione di quell’area. Così il solerte consigliere recupera dal Dipartimento Patrimonio gli atti per vederci chiaro e si accorge che l’Antico Tiro al Volo Spa aveva ricevuto l’affidamento con una semplice determina dirigenziale del 25/05/2011 firmata dall’allora direttore di dipartimento ed attuale assessore al Patrimonio Arch. Lucia Funari. Oggetto della determina: “Affidamento in detenzione precaria al “Circolo Tiro a Volo – Polisportiva Parioli SpA” dell’immobile di proprietà comunale sito in via della Moschea”.

La determina prevedeva “opere di messa in sicurezza dell’area con obbligo di vigilanza” ovviamente senza alcuna procedura di evidenza pubblica. «Se qualcun altro – ironizza Inches- avesse saputo che con la semplice firma di un dirigente comunale si poteva avere in affido una proprietà del genere, sicuramente avremmo trovato la fila fuori dagli uffici dell’Arch. Funari».

Ma si dà il caso che la Soc. Polisportiva Parioli SpA e la Soc. Circolo Antico Tiro al Volo avessero un contenzioso preesistente con il Comune di Roma, per non avere assolto gli oneri di compensazione per l’occupazione di un altro suolo pubblico. Il ricorso al Tar era stato proposto dal Comitato per la Tutela del Verde Pubblico Parco via Vajna ang. V. Vigna Filonardi, testimone dell’assoluto degrado dell’area che avrebbe dovuto essere risanato dalle suddette società. Ma c’è di più perché sempre Inches denuncia che da via Vajna, nei pressi del piazzale delle Muse, si transita su un terreno comunale dove il Dipartimento Ambiente Servizio Giardini ha concesso alla Polisportiva Parioli Spa di occupare temporaneamente un terreno di mq. 450,00 per realizzare un impianto natatorio in occasione dei mondiali di nuoto 2009. Condizione imprescindibile: ripulire ed attrezzare proprio l’area di via Vajna.

Queste inadempienze hanno creato malumori tra i residenti, che si sono dovuti riunire in Comitato “per dare una svegliata ai funzionari”. Anzi il 12/10/2011 il II Gruppo della Polizia Municipale rileva abusi edilizi proprio presso l’area di via Vajna, tanto che il Dirigente del II Municipio ordina la demolizione di un locale di mq. 400 adibito a ristorante pizzeria che nel frattempo era sorto dal nulla. Il consigliere segnalò tutto al X Dipartimento Tutela Ambientale, facendo presente che questi abusi edilizi si trovano in un’area tutelata, ma il Direttore Dr. Tommaso Profeta gli rispondeva di non ravvisare alcuna sua competenza. Non solo, ma i vigili allertati sull’abuso da Inches gli facevano presente che l’edificio, dice il consigliere, “pur risultando attrezzato per l’attività di ristorazione, al momento non viene utilizzato”. Un nuovo principio di regolamentazione urbanistica di sicura efficacia.

Gl