Umberto I senza fondi, Il Dg Alessio lancia l’allarme

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L’ospedale più grande di Roma non dorme sonni tranquilli: affamato di manutenzione e lavori nei suoi storici padiglioni in stile liberty, il Policlinico Umberto I piange la latitanza delle istituzioni, ma non da queste ultime settimane.

Sono infatti 14 anni che aspetta un finanziamento regionale che ammonterebbe addirittura a 104 milioni. E ieri il direttore generale Domenico Alessio ha denunciato la situazione estrema. «Mi permetto di richiamare l'attenzione delle istituzioni e chiedere il loro coinvolgimento sulla circostanza che il Policlinico Umberto I è destinatario di un finanziamento, mai utilizzato, per circa 104 milioni di euro, la cui destinazione è prevalentemente quella della ristrutturazione dei vari padiglioni». Lo ha detto Alessio durante il suo intervento alla presentazione del volume “Il policlinico Umberto I di Roma”, presso la sede della Biblioteca del Senato.

«Sulla base di tale disponibilità – ha aggiunto Alessio – e sulla necessità di offrire ai pazienti un idoneo confort “alberghiero”, la Nuova direzione aziendale ha predisposto il “Documento di pianificazione per la riqualificazione del Policlinico Umberto I”. Per accelerare i tempi, e vista la necessità e l'urgenza, tale documento è stato preliminarmente presentato ai membri del Nucleo di valutazione nazionale e da questi condiviso in occasione di un incontro avuto circa un mese fa presso il Ministero della Salute.

Dopodichè è stato inviato dalla Direzione aziendale alla Regione Lazio. Malgrado i numerosi solleciti e lo sforzo degli Uffici tecnici dell’azienda, ancora ad oggi questo documento giace purtroppo, e senza alcuna motivazione, su qualche tavolo della Regione Lazio. Non si capisce il motivo di questa incomprensibile perdita di tempo che sta determinando un insostenibile ritardo nell'iter approvativo del quadro finanziario riguardante il Policlinico che necessita, ripeto, di interventi assolutamente improcrastinabili.

Mi chiedo, che cosa aspetta la Regione dal momento che i fondi sono disponibili? Gli interventi sono oltremodo urgenti anche per garantire una adeguata risposta assistenziale, specie nel momento in cui la Legge di conversione del Decreto Balduzzi oltre ad imporre tagli di risorse economiche prevede la chiusura nel Lazio di circa 2000 posti letto». «La città – ha concluso Alessio – ne riceverebbe un enorme danno non solo in campo assistenziale ma anche d'immagine, ripeto, se non concentriamo tutti i nostri sforzi, ad ogni livello, a garanzia e tutela del suo futuro».

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