Ama, quei due milioni in spese per comunicazione

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Mentre si sta avviando la raccolta differenziata nel Municipio IV rigorosamente tramite cassonetti stradali e Ama annuncia trionfalmente di aver raggiunto e superato il 25% di raccolta differenziata, l’inchiesta del Corriere della Sera rivelava lo strano meccanismo messo in atto da Panzironi quando ancora era amministratore delegato dell’azienda per promuovere i meritevoli ovviamente quasi tutti della Cisl.

In verità la cosa era nota da tempo, ma comunque ha creato un certo subbuglio e qualche ansia alla dottoressa Giovanna Anelli da poco al vertice di Ama. Si dà il caso che proprio per il profilo manageriale della Anelli Cinque Giorni si era premurato di segnalare con gli articoli del 12 e 22 settembre, una situazione a dir poco anomala in un momento di austerità imperante. Infatti ci pareva stupefacente che un qualsiasi manager degno di tale qualifica, potesse accettare una spesa di due milioni di euro in sette mesi, elargiti dalla direzione Relazioni Esterne e Internazionali. Diciamo elargiti non tanto perché si dubiti che quei soldi siano stati impegnati con procedure del tutto legali, ma solo perché scorrendo il lungo elenco di queste spese talora siamo stati colti da irrefrenabile ilarità. Volete qualche esempio? Li ripetiamo. Iniziamo con un abbonamento annuale a notiziari giornalistici per euro 14.000.

Affidamento del servizio di promozione dinamica a bordo di Segway carenati euro 24.184. Fornitura 10.000 copie di un prodotto editoriale per la raccolta differenziata 19.500 euro. Ma qualcuno in redazione, subito redarguito, ha scompostamente sghignazzato quando ha scoperto che Ama ha speso 20.000 euro per realizzare un videogame. La cosa si fa invece molto seria quando scopri che per la fornitura di materiale tipografico informativo e promozionale, sono stati spesi 190.000 euro, per non parlare dei 48.000 per non meglio specificati sevizi fotografici.

Gli spuntini e le pause caffè sono costate 5.115, quasi la stessa somma impiegata per la pubblicità sul notissimo (si fa per dire) magazine Hola Tales. Per non parlare dell'acquisto di 3.500 portacicche personalizzati che sono costati solo 4.665 euro. Ora i webmaster costano si sa, ma Ama deve averli trovati davvero bravi perché per servizi di grafica e comunicazione web ha speso 66.000 euro, meno male che ha speso solo 1.200 euro per la stampa di 200 copie di inserti della rivista AmaRoma. L'attenzione all'infanzia è per ogni azienda motivo di vanto così Ama acquista 3000 biglietti per Explora, il museo dei bambini, a soli 18.000 euro che è un vero affare visto il costo unitario di soli 6 euro. Poi ci sono 145.000 euro per il servizio di produzione riempimento e consegna sacchetti di carta per il compost. Duemila euro invece di pubblicità per la diffusissima rivista di Federcasa e, udite udite, quasi 4.000 euro per l'acquisto di 3600 frisbee pack, forse in omaggio alla vocazione ludica dei dipendenti della municipalizzata fra una spazzatina e l’altra.

Possiamo poi calcolare gli abbonamenti alle agenzie stampa degli informatissimi dirigenti Ama a circa 53.000 euro, mentre invece il portale internet di Ama è costato solo 73.800 ed il numero verde, si badi bene temporaneo, 51.700 euro. In compenso si risparmia sul catering a soli 3.300 euro. Ma la ciccia sta in quel milione e 500 mila euro (1.500.000) di servizi fotografici (ancora!) e materiali per campagne informative con i quali l'azienda avrebbe potuto tranquillamente stamparci un quotidiano. Volutamente abbiamo omesso qualche voce, ma reiteriamo alla dott.ssa Anelli il quesito: ma è davvero possibile spendere 2 milioni in comunicazione e promozione (il 5%) per una azienda che ne fattura 60 e che, indebitamento a parte, nel bilancio del 2011 dichiara un utile operativo di 1milione e 770mila euro?

G. L.