«No alla svendita del patrimonio regionale»

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La Polverini si è dimessa, la Regione Lazio sembra vivere un vuoto di potere, ancora non si sa quando si vota, il centro destra non sa ancora chi candiderà, Storace ha iniziato la campagna elettorale, l’unica certezza sembra la vittoria di Zingaretti. Ma nell’ombra di questo finto “vuoto di potere” c’è un’altra certezza: la svendita del patrimonio regionale intrapresa da Polverini e Marra.

La prima è famosa, il secondo, meno noto, è il direttore del patrimonio della Regione Lazio, più volte bocciato dal Tar e altrettante volte rinominato dalla Presidente. Non capivamo perché tanta ostinazione nella rinomina del Marra. Oggi lo capiamo. Infatti il dottor Marra sta svendendo palazzi pubblici di proprietà della Regione Lazio.

Il Movimento Sociale per la Casa, da tempo impegnato per il diritto all’abitare, da ieri mattina ha sposato la protesta degli inquilini dei palazzi della Regione Lazio di Via della Trasfigurazione, di Via Jenner e degli altri numerosi palazzi messi in vendita. Le abitazioni in questioni non hanno nessun certificato di abitabilità, se non quello collettivo del ‘53 (anno di costruzione dei palazzi), dove l’unica destinazione d’uso era quella per edilizia pubblica popolare. Infatti tutte le case sono accatastate come A3 (case popolari). Tuttavia il direttore vende le case della Regione a scapito degli inquilini che ci vivono da decenni e che si vedono offrire per l’acquisto il solo sconto del 30%, senza tenere conto dell’accatastamento A3, come fossero case private. Nemmeno tiene conto dell’età media degli inquilini di 70 anni per cui i più non potranno accedere ad un mutuo.

Nel frattempo è stata inviata agli affittuari una lettera che intima 60 giorni di tempo per decidere se comprare, se rimanere in affitto o andarsene. Con delle postille. Esempio: per continuare a rimanere in affitto bisogna pagare in ragione dell’età. Ad una signora di 95 anni sono stati chiesti 28 mila euro, ad una di 99 anni 15 mila euro, ad una di 78 anni 58 mila euro e così via, somme che servono solo per rimanere dentro casa continuando a pagare il canone mensile, che ad oggi si aggira intorno a circa 300 euro. A che titolo vengono chieste queste somme? Le anomalie dei palazzi della Regione gestite da Marra non finiscono qua e ci si chiede perché ci sono state nuove assegnazioni anche dopo l’ultimo bilancio dove si prevedeva la vendita delle case? Come l’ultima assegnazione effettuata al civico 14 di via della Trasfigurazione.

Continuano ad esserci case vuote e sfitte da anni, perché in questo modo hanno più valore, case assegnate a single di 23 anni, oppure a persone che ci sono e non ci sono. Per non parlare degli attici di via della Trasfigurazione e di via Jenner… Poi c’è chi ci ha trasformato le case popolari della Regione in casa-vacanze o chi, come l’autista di una signora della politica, che ha subaffittato la casa della Regione assegnata alla consorte, pubblicando un semplice annuncio su Porta Portese. Succede invece che con famiglie “occupanti” da 15 anni e che da 15 anni pagano sia l’affitto che l’indennità di occupazione, si usi il pugno di ferro, chiedendo lo sgombero esecutivo, perché la casa è stata affittata ad uno studio legale.

Sulla questione sta intervenendo anche il consigliere del Pd Paolo Masini, che presenterà interpellanze al Consiglio di Roma Capitale e alla Commissione Trasparenza. Per queste ragioni il mio Movimento chiede il blocco immediato della vendita dei Palazzi della Regione Lazio, le dimissioni del direttore al patrimonio Marra, la regolarizzazione degli occupanti bisognosi e l’assegnazione delle case vuote e sfitte a chi è in emergenza abitativa.

Giuliano Castellino
Movimento Sociale per la Casa