Giovani, a Roma è uso massiccio di alcol e droghe

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Secondo una recente indagine del Ceis, Centro italiano di Solidarietà fondato da Don Mario Picchi a Roma, su 3.500 studenti della capitale considerati l’85 per cento fa uso di alcol nei weekend, il 45 per cento di superalcolici, mentre il 75 per cento fuma hashish o utilizza altre droghe. Inoltre ben l’80 per cento ha ammesso di fumare sigarette, il 95 per cento ha rapporti sessuali non protetti e il 18 per cento ha confessato il giocare ai videopoker o slot-machine.

Per questo il Centro italiano di Solidarietà ha deciso di dare vita insieme al Comune a un insieme di iniziative volte a diffondere la cultura della prevenzione, informare ed educare sui pericoli derivanti da alcol e droghe, intercettare il disagio. Il Ceis porta avanti il progetto assieme all’Istituto di Ortofonologia (IdO) in circa 50 scuole romane coinvolgendo 40.000 ragazzi. A presentare ieri l’iniziativa il vicesindaco Sveva Belviso, il presidente del Centro Italiano di Solidarietà don Mario Picchi (CeIS) Roberto Mineo e il direttore dell’Istituto di Ortofonologia (IdO), Federico Bianchi di Castelbianco. Ingredienti del progetto saranno laboratori di fotografia, musica e danza, attività pomeridiane nelle scuole, rubriche on line su temi di interesse per i giovani, sportelli di ascolto via web e un’unità di strada per intercettare e aiutare ragazzi in difficoltà.

Per consentire di avere una panoramica della situazione, viene consegnato loro un questionario ‘esplorativo’. Parallelamente, attraverso il coinvolgimento degli operatori del CeIS, viene creata una sorta di rete tra la scuola e l’ambiente circostante- che va dalla Asl ai Sert, dalle associazioni cattoliche ai centri sportivi e culturali per consentire una partnership tra le diverse realtà che circondano i ragazzi. “Pari e Impàri” e “Prevenzione del disagio e dei comportamenti a rischio devianza” sono i nomi delle principali attività. Gli interventi coinvolgono scuole di diversi quartieri dei municipi IV, V, VIII, XII, XIII, XV e centri di aggregazione. Al momento sono già coinvolti il centro Casale Caletto e lo sportello Ascolta in V Municipio; il centro di aggregazione Godzilla, il centro “Il Muretto” e il “Centro per la Famiglia” in VIII Municipio; il centro di aggregazione “Il Trullo”, il centro “Corviale” e il centro “Ponte Galeria” in XV Municipio. Le equipe di lavoro sono formate da medici, psicologi, psicoterapeuti, sessuologi, educatori, operatori sociali. Il progetto si basa sulla “peer education”, strategia che prevede che i ragazzi diventino loro stessi “formatori” dei loro compagni di scuola e attori protagonisti delle diverse iniziative.

«I pari sono ragazzi delle scuole che pur vivendo le stesse problematiche adolescenziali non hanno scelto droga ed alcool per superarle – ha affermato il direttore del Ceis, Roberto Mineo – Enorme è la loro potenzialità di trasmettere messaggi corretti ed aiutare con il loro esempio altri ragazzi». Ma i progetti prevedono anche azioni sul territorio: in particolare, un’unità mobile con a bordo operatori del CeIS che monitora i luoghi più frequentati dai ragazzi e li coinvolge nelle diverse attività ed interventi fungendo anche da “centro d’ascolto itinerante”.

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