Idi, protesta permanente e presidi a oltranza

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Mobilitazione continua per i lavoratori dell'Idi che non ricevono lo stipendio dal mese di agosto e sono all'oscuro delle prospettive del gruppo sanitario gestito dalla Congregazione dei figli dell'Immacolata Concezione.

Mentre nei giorni scorsi è arrivato l'interessamento del prefetto di Roma, i sindacati continuano a organizzare la protesta dei lavoratori da cinque giorni sul tetto della struttura sanitaria. La Fp Cgil ha annunciato «In attesa di segnali concreti» una serie di iniziative: domenica 25 novembre dalle ore 9 alle 12 presidio a Vicolo del Conte, nei pressi di Via Bravetta presso la sede della Congregazione dei Figli dell’Immacolata Concezione e un ulteriore presidio dal mattino del 26 novembre al mattino del 27 novembre».

I lavoratori per protesta e in segno di solidarietà con gli occupanti, daranno vita a una veglia per lo stipendio che si terrà dentro l’ospedale IDI: «Nessun lavoratore lascerà l’azienda » ricordano i sindacalisti. «Sei lavoratori dell’ospedale Idi, in rappresentanza anche dei lavoratori di Villa Paola (Capranica) e dell’ospedale San Carlo di Nancy, da cinque giorni occupano il tetto dell’Idi. Hanno trascorso quattro notti all’addiaccio con l’intenzione di resistere stoicamente fino a quando non sarà aperta una trattativa seria che veda il coinvolgimento del Ministero del Lavoro, quello della Salute e del Commissario alla Sanità della Regione Lazio. Una realtà come quella dell’IDI Villa Paola e del San Carlo di Nancy non può essere sottovalutata, la ricerca e la cura che si svolge presso le strutture è di interesse nazionale e come tale va trattata. Sia chiaro a tutte le istituzioni che non ci saranno cedimenti e che porteremo la protesta ad ogni livello. Chiediamo a tutte le forze politiche di farsi carico della nostra vertenza e di aiutarci nel cercare di risolvere la controversia che, ricordiamo, riguarda circa 1800 Lavoratori e le loro famiglie».

Ieri intanto il capogruppo Pd in Regione Monino ha incontrato una rappresentanza dei 1800 lavoratori e ha chiesto «l’intervento del Prefetto che può ordinare agli organi regionali, fino a oggi latitanti e indifferenti, di procedere all’immediato pagamento degli emolumenti in favore dei lavoratori, scomputando tale spesa dalla somma totale che deve essere riconosciuta alla struttura», richiamando le responsabilità, anche in questa vicenda, della giunta dimissionaria guidata da Renata Polverini e spiegando la situazione che porta al blocco degli stipendi. La Regione «ha delegato tutto il problema alla Asl che – ha spiegato Montino – In questi mesi sta dando le risorse previste applicando però il meccanismo della compensazione. Questa procedura prosciuga il fondo per gli stipendi e quello deputato al pagamento delle forniture».

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