Pdl, la sfida delle primarie: domani tutti i nodi al pettine

0
69

Sulle primarie Pdl è tutto rinviato a mercoledì. Ieri in via dell'Umiltà si è svolta una riunione tra il coordinatore regionale, Vincenzo Piso, e i coordinatori provinciali: al centro i nodi sulle primarie regionali, la data delle primarie, i seggi sul territorio, e sul tavolo anche il "se" sulle primarie comunali, per le quali insiste il sindaco di Roma, Gianni Alemanno.

Al termine della riunione Piso ha riferito di aver incontrato i coordinatori provinciali che hanno esposto i loro problemi soprattutto dal punto di vista tecnico organizzativo per una consultazione assolutamente nuova per un partito su base personalistica che ha presentato dati di iscritti nel Lazio per 200.000 tessere mai verificati. Se si aggiunge che il Pdl non ha mai celebrato un congresso si comprendono ancor meglio le difficoltà di un coordinatore che sta tentando di mediare fra le varie componenti e fazioni di quel partito.

Piso ha comunque assicurato di essere sul punto di redigere un regolamento almeno per quanto riguarda le primarie a livello regionale. Ma intanto si dovrà decidere se il 16 dicembre sarà data unica per le primarie o se invece si deciderà di "scorporarle" in più date tra nazionali, regionali e comunali. E' su questo punto che si sono manifestate le maggiori perplessità nonostante Gianni Alemanno ne faccia una condizione irrinunciabile, forse nella speranza di una plebiscitaria convergenza dei consensi di destra sul suo nome, ma che probabilmente crea qualche problema al Pdl per gli altri comuni che andranno al voto.

L’altro nodo che dovrebbe essere sciolto mercoledì riguarda la scelta del candidato da opporre a Nicola Zingaretti per la corsa alla Regione Lazio. «Se cambierà qualcosa, la decisione spetterà comunque allo stesso tavolo che ha deciso la data del 16 dicembre», ha precisato il coordinatore provinciale Pdl, Francesco Lollobrigida, lasciando capire che forse non sarà sufficiente nemmeno l'incontro di domani per chiudere il cerchio delle primarie pidielline.

Alla riunione era presente anche la presidente dimissionaria della Regione Renata Polverini che successivamente si è intrattenuta con il segretario Angelino Alfano probabilmente anche per chiarire le sue intenzioni sul cosiddetto "listone dei moderati" cui potrebbe aderire il vice presidente della Regione Luciano Ciocchetti ormai con un piede fuori dal partito di Casini, il quale nel Lazio non intende imbarcarsi in un replay con la destra.

Nel frattempo Francesco Storace sta mobilitando il suo partito per una grande manifestazione de La Destra che si svolgerà il 9 dicembre a Roma e nella quale renderà ufficiale la sua candidatura. Storace ieri attaccava la mancata abolizione del cosiddetto "listino" del candidato presidente che nomina 10 consiglieri dei 50 che verranno questa volta eletti nel Lazio, ma è anche preoccupato per la soglia di sbarramento al 5% che Bersani vorrebbe inserita nella riforma della legge elettorale, sbarramento che potrebbe escludere dal Parlamento il suo partito, ma mettere anche a rischio l'Italia dei Valori e forse la stessa Udc.

Gl

 

Forse potrebbe interessarti anche: Nel Pdl c’è chi teme il grande flop