Con l’Imu più alta d’Italia il comune scontenta tutti

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I dati li ha forniti la Confapi (confederazione delle piccole e medie industrie), il commento mettetecelo voi. A Roma si paga la seconda rata Imu più alta d'Italia, se si possiede la seconda casa.

Una stangata che riguarda anche chi possiede solo la casa in cui abita, visto che per la prima l’Imu richiesta dal Campidoglio è seconda in Italia solo a quella esigita dal comune di Torino.

Un bel record per la giunta di Gianni Alemanno, che anche in questo caso riesce a distinguersi per capacità di venire incontro alle esigenze dei suoi cittadini, quotidianamente già “tassati” da disservizi e carenze strutturali di una capitale sempre più lontana dagli standard moderni.

Per riassumere la misura dell’imposta che si paga a Roma basta dire che rispetto a Crotone (il comune con l’aliquota più bassa d'Italia) a Roma si paga sette volte di più. Colpa dell’aliquota ovviamente, ma anche degli estimi catastali. Dunque i cittadini romani si preparano, con la scadenza del 17 dicembre, all’ultimo salasso prenatalizio: le aliquote fissate dal Comune sono per la prima casa del 5 per mille e del 10,6 per la seconda (il massimo consentito dalla legge per quest’ultima). Il comune si prepara dunque a scontentare tutti: famiglie, anziani, giovani coppie, negozianti.

Sul tema è intervenuto il segretario generale della Cgil di Roma e del Lazio Claudio Di Berardino: «Anche sul fronte Imu cominciano a farsi sentire gli effetti delle scelte di bilancio operate dal sindaco Alemanno. Le richieste formulate dalla Cgil e ribadite in più occasioni – differenziare le aliquote Imu tra le abitazioni del centro storico e quelle in periferia, utilizzare l’aliquota minima per le fasce deboli, i pensionati con basse pensioni e i lavoratori colpiti dalla crisi, esentare dal pagamento gli anziani (in possesso della prima abitazione) ricoverati nelle Rsa, evitare di applicarla ai beni strumentali per la produzione agricola – sono state ignorate. Il risultato è che in una delle città più tartassate d’Italia nonostante la pessima qualità dei servizi offerti, i cittadini saranno costretti a pagare un aliquota Imu elevatissima e profondamente iniqua».

Agli esponenti politici non resta che constatare come «la Giunta di centrodestra continua a vessare i cittadini – dice Peciola (Sel) – dopo l’approvazione di un Bilancio che ha tagliato le risorse per i sevizi sociali e non ha previsto investimenti in grado di rilanciare l’economia romana». E per Umberto Marroni, capogruppo Pd e candidato alle primarie «l’amministrazione di destra ha in questi anni salassato le tasche dei romani e delle imprese aumentando tasse e tariffe per coprire sprechi e scandali, basti pensare che solo la Parentopoli in Atac ha comportato un aumento di costi di circa 50 milioni di euro annue. Ormai siamo sicuri che i cittadini ricorderanno Alemanno come il sindaco delle tasse».

Per Athos De Luca, infine l’Imu più alta «è l’unico primato che il sindaco Alemanno è riuscito a raggiungere in cinque anni coronati dalla debacle più totale, che ha investito i servizi, le aziende, il lavoro, il decoro e la dignità di una città sottoposta alla berlina per la vicenda parentopoli».