«Una Regione che guidi lo sviluppo futuro del Lazio»

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Non sono qui per proporre nè un programma nè i capitoli di un programma ma per coinvolgere, dai nastri di partenza, le realtà del mondo produttivo e dell’università e ricerca per arrivare ad un progetto convincente e di ascolto». E’ questo lo stile con cui il candidato del centrosinistra alle prossime regionali Nicola Zingaretti ha voluto approcciare oggi a Palazzo Santa Chiara le realtà economiche, sociali e produttive del Lazio.

«Per me questo è un passaggio importante – ha spiegato – perchè spesso mi sono trovato a scrivere programmi elettorali ma ho la sensazione che a prescindere dalle scelte autonome, nella nostra regione c’è bisogno di qualcosa di diverso e radicale per arrivare ad un reale cambiamento». Per questo, spiega, «è fondamentale l’ascolto». La necessità di costruire proposte che portino a un concreto cambiamento è lo stimolo da cui partire, dunque. L’analisi della situazione economica Zingaretti l’ha fatta ieri pomeriggio insieme al pubblico in sala e poi ha proposto un percorso in sei punti dai quali, secondo il candidato «bisogna ripartire» e che riguarda «settori tradizionali e innovativi che devono essere al centro della piattaforma».

Per il futuro della Regione Lazio Zingaretti punta quindi su «Ricerca e università: il Lazio, infatti, è un’area con le più interessanti realtà, e in questo si può individuare uno dei punti fondamentali della ripresa». E ancora, «sapere ricerca e innovazione al servizio delle imprese costruendo un circolo virtuoso», «cultura e vocazione turistica del territorio che oggi è quasi inesistente», «il tema del valore dell'agricoltura come pilastro che produce ricchezza» e infine «i trasporti, perchè tutti hanno diritto a muoversi e tutto deve essere dentro a un modello di sviluppo che fa della sostenibilità un punto fondamentale».

Quanto al modello di Regione che immagina, il candidato ha proposto la prospettiva di una regione che torni a legiferare «ad avere un ruolo di indirizzo » e non solo a gestire. Immagina una istituzione più «leggera, efficiente e affidabile» capace di incidere sulla vita dei cittadini pianificando per il futuro. E sul nodo della sanità, da anni commissariata per le sue inefficienze e che occupa l’80 per cento del bilancio, Zingaretti ha detto di volersi «lasciare alle spalle la stagione dei tagli alla spesa del governo e del commissario e aprire alla innovazione del sistema sanitario».immaginando di poter «sperimentare un meccanismo di riforma che si rivolga ai pazienti e agli operatori non come posti letto o numeri».

F.U.

 

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