Idi, bloccata via Aurelia. Bondi: «Sì agli anticipi»

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Una situazione insostenibile quella delle 1800 famiglie di dipendenti dell'Istituto Dermatologico dell'Immacolata e delle realtà produttive dell'indotto. Che ieri, nell'ultimo gesto disperato alla ricerca di una soluzione al blocco dei loro stipendi, hanno dapprima proseguito l’occupazione, incatenandosi a turno ai banchi della cappella interna all'ospedale iniziata martedì e poi nel pomeriggio di ieri spostato la protesta sulla via Aurelia, bloccando totalmente il traffico davanti all'ospedale San Carlo di Nancy.

Un’azione a catena quella dei lavoratori Idi che segna un punto di fortissima tensione e si lega all’occupazione del tetto dell’ospedale in corso ormai da una settimana e alle iniziative in programma anche per i prossimi giorni. Per oltre un’ora dalle 14 alle 15 di ieri i lavoratori hanno bloccato l'Aurelia «in segno di protesta per il mancato pagamento delle ultime 4 mensilità e di supporto ai colleghi che da cinque giorni sono sul tetto dell'Idi in via Monti di Creta».

Mentre i sindacati come la Fp Cgil chiedevano l'intervento del Ministro della Sanità Balduzzi e del commissario Bondi «per affrontare questo momento di grave criticità, e richiamino con fermezza la Congregazione dei figli dell'Immacolata Concezione alle proprie responsabilità» proprio il commissario della sanità laziale Bondi intervenendo all’audizione presso la commissione sul servizio sanitario nazionale apriva alla possibilità di anticipare i pagamenti degli stipendi: «Dobbiamo vedere se esista uno spazio per anticipare i pagamenti» rispetto ai 180 giorni con cui pagano le Regioni «per soddisfare il personale».

Bondi ha ricordato che la sua «è un’apertura che io do se il giudice ce lo consente» spiegando inoltre che sul «pregresso su cui c’è il contenzioso», valutato in circa 244 milioni, si è avuto finora un accertamento di Kpmg e Ragioneria dello Stato. Intanto però i lavoratori della struttura sanitaria vivono il paradosso di chi, senza stipendio nè garanzie per il futuro sta mandando avanti l’ospedale. «Da circa 4 mesi – denuncia Pio Congi, della USB Roma e Lazio – il Pronto Soccorso e tutto l’Ospedale vanno avanti grazie all’abnegazione dei lavoratori, medici, infermieri, amministrativi, nonostante questi non percepiscano gli stipendi e conseguentemente stiano operando senza copertura assicurativa e contributiva. Come spesso accade di questi tempi i lavoratori sono i soli a farsi carico del servizio pubblico. In questo caso – sottolinea Congi – nella totale assenza delle istituzioni, malgrado siano stati ripetutamente sollecitati sia la Direzione Generale della ASL RM E, sia il Commissario Bondi che il Prefetto. Solo quest’ultimo sembrerebbe aver “invitato” la ASL a fare qualcosa, ma non se ne conosce l’atto formale. Per questo chiediamo al Prefetto e al Commissario Bondi di affidare la gestione delle due importanti strutture sanitarie alla Regione Lazio, almeno fino a quando non si chiarirà il loro futuro e quello dei lavoratori».

Ormai la situazione dell’Idi è sotto gli occhi di tutti: a seguire la vicenda anche i consiglieri capitolini Masini e Valeriani che annunciano: «Abbiamo presentato una mozione urgente di solidarietà e sostegno ai lavoratori coinvolti che solleciti il Sindaco ad intervenire presso la Regione Lazio per una pronta soluzione della vertenza aziendale» mentre ieri anche il presidente del Municipio XVIII Aurelio, Daniele Giannini, si è recato nella chiesa del San Carlo. «I lavoratori con cui ho parlato sono preoccupati dalla novità del cambio di referente per la trattativa che dovrebbe risolvere la loro situazione. Dopo mesi di colloqui si era instaurata una collaborazione soddisfacente con il dottor Boncoraglio», ha detto Giannini. «Il timore – prosegue – è che adesso si debba ricominciare con un nuovo interlocutore, con il rischio di perdere altro tempo mentre gli stipendi continuano a mancare. Da parte mia continuerò a spalleggiare i sindacati e i lavoratori dell’Idi in segno di solidarietà personale e per tutelare gli interessi dei cittadini del XVIII Municipio in cui si trovano le due strutture sanitarie.». In serata la commissione affari sociali della Camera faceva sapere però che potrebbero esserci «ulteriori blocchi delle mensilità dei dipendenti». La situazione resta quindi difficile, ma la mobilitazione continua.