In arrivo le delibere milionarie

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Il consiglio di Roma Capitale riprende fiato dopo la stressante quanto sconsolante vicenda della approvazione di un bilancio di previsione licenziato con oltre 10 mesi di ritardo.

Intanto l’assessore al bilancio Carmine Lamanda che evidentemente pensa di essere eterno su quella poltrona, spiegava ieri sul Messaggero che è giunto il momento di regolare i poteri dell’Assemblea soprattutto onde evitare l'ostruzionismo dei soliti rossi cattivi, ma soprattutto per rendere più fluida l’azione dell’esecutivo. Pensiero che già esprimeva anche l'ex assessore alla cultura Umberto Croppi nel suo ultimo libro “Romanzo Comunale” da non confondere con l’altro ben più noto che è invece “criminale”. Infatti il regolamento d’aula lascerebbe troppo spazio ai ricatti di gruppi organizzati di consiglieri ben al di là della normale dialettica fra maggioranza e opposizione.

Quello che tuttavia Lamanda non dice chiaramente è che nella storia della attuale sindacatura si è contraddistinta proprio per la guerra fra le fazioni del Pdl che spesso ha bloccato i lavori del Consiglio e indebolito i poteri del della Giunta e del Sindaco, il quale ha perso tanto del suo prezioso tempo non tanto a mediare fra le posizioni, quanto a concedere a tutti “secondo i loro bisogni”. In fondo con l’opposizione più o meno “responsabile” un accordo si è sempre trovato se non altro per l’esperienza maturata da parecchi consiglieri di quell’area delle procedure e delle regole contro qualche decina di nuovi miracolati che la vittoria di Alemanno ha portato in aula Giulio Cesare.

Ora il Consiglio, dopo il diluvio delle delibere di giunta in materia (almeno 20), dovrà mettere mano alla ciccia che in genere è rappresentata proprio dalle delibere che riguardano l’urbanistica. Qui si intrecciano gli interessi che contano e su questo tavolo i compromessi non mancano mai, dopo che il Piano Regolare è già stato sufficientemente stravolto dalle cosiddette “varianti” delle quali questa amministrazione ha abusato a piene mani.

Della delibera Cam scriviamo in pagina tre ma ben altro bolle in pentola. Vediamo di andare per ordine e per temi. Il primo riguarda le Aree di riserva per l’housing sociale nell’Agro romano. Poi c’è quella dell'ex-Velodromo che si presenta con un progetto ridimensionato rispetto a quello ben più ambizioso della Formula uno a Roma ma che è pur sempre sostenuto dal sindaco e ovviamente da Eur Spa di Riccardo Mancini al quale Alemanno in genere non nega nulla.

Un’altra delibera dovrà decidere sulla sorte della ex Fiera di Roma, vicenda che ormai si trascina da quasi un decennio. Poi ci sono le aree dismesse dell’Atac delle quali non è stato ancora venduto un mattone nonostante i solenni proclami del Sindaco e della maggioranza che in quella vendita vedevano la soluzione di ogni problema per le disastrate casse dell'azienda di trasporto pubblico.

C’è poi il grande progetto definito “centralità della Romanina” che ha trovato qualche timida opposizione dei locali comitati dei cittadini e alcune convenzioni per Casal Boccone e Paglian Casale. E ancora si dovrà decidere sull'intervento di Pisana-Estensi, del piano particolareggiato Comprensorio Casilino e soprattutto del progetto per Tor Bella Monaca che Rampelli, nemmeno consigliere ma capo indiscusso di una compatta pattuglia di pasdaran, vuole discutere per primo.

Ci sono poi altre due o tre cosette di non poco conto come la delibera APSA-tenuta Acquafredda, e quella sulla M2 Santa Fumia-via di Brava. Un bel carniere milionario che questa amministrazione sta approntando a pochi mesi dalla sua scadenza, ma che sicuramente lascerà tracce cementificatrici per i prossimi decenni.

Comunque senza cadere nella solita retorica sfiancata sui costruttori sempre cattivi, è l’aspetto politico che qui interessa. Cioè, se siano già stati raggiunti gli accordi necessari per approvare tutte queste delibere oppure i consiglieri di Roma capitale ed il Consiglio tutto dovranno confermare le tesi dell’assessore Lamanda sulla loro improduttiva rissosità.

La nostra modesta esperienza di questi ultimi anni ci induce a credere che quando si tratta di aree e costruzioni l’accordo si trova sempre a meno che la prossima scadenza elettorale non metta in condizione l’opposizione tutta di bloccare progetti che, almeno per alcuni, affondano sì le loro radici nelle passate amministrazioni di centro sinistra, ma che questa volta darebbero gloria e forse sostegni immeritati a Gianni Alemanno.

gl 

 

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