L’Ipa commissariato? Una fabbrica di superstipendi

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La fortuna aiuta gli audaci, diceva un vecchio adagio. Ma nell’ennesima vicenda di malcostume legata all’amministrazione Alemanno di fortuna ce n’è poca, mentre non manca l’audacia, anzi la sfrontatezza. La pietra dello scandalo si chiama questa volta Ipa, sigla misconosciuta ai più essendo nientemeno che l'istituto di previdenza interno al Comune dedicato ai dipendenti del Campidoglio, con un bacino di ben 35 mila iscritti cui offre servizi, agevolazioni e mutui agevolati. L'ente, commissariato alla fine della primavera dopo una serie di proteste per la cattiva gestione viene affidato a un commissario di nomina alemanniana, ovverosia Giancarlo Fontanelli.

Il commissario, insieme al direttore generale Andrea De Simone, dopo una serie di sospetti attorno al sito internet dell’ente, si sono fatti notare per essersi aumentati gli stipendi fino al 61 per cento in più in questi tempi di ristrettezze. Nei giorni scorsi l’impossibilità di accedere alla pagina del sito “trasparenza” aveva fatto insospettire molti dipendenti. Poi finalmente, nei giorni scorsi, sono apparse le determine 46, 47 e 48 del 31 ottobre che mostravano l’aumento ingiustificato della retribuzione effettuata dal Commissario a favore del direttore generale.

Ma la cosa che sembrerebbe incredibile, è l’equiparazione realizzata dallo stesso sindaco Alemanno, con ordinanza n. 224 del 4 ottobre 2012, del trattamento del commissario straordinario alla remunerazione annua del direttore. Quindi direttore e Commissario si sono aumentati gli stipendi fino a prendere ciascucuno la bella somma di 115.311 euro più un’eventuale indennità di risultato di altri 21.600 euro. I commenti che arrivano dal mondo politico e sindacale sono tra la rabbia e il sarcasmo, ma tant'è… Dice il segretario della Fp Cgil Lazio Lorenzo Mazzoli: «Secondo la ricostruzione giornalistica: A (il sindaco Alemanno) incarica B (il commissario straordinario); B prima incarica C (il direttore generale) e poi gli aumenta sensibilmente lo stipendio; A equipara il compenso di B allo stipendio di C. Le jeaux sont faits, rien ne va plus! Tutto a carico delle finanze pubbliche e dei contributi delle lavoratrici e dei lavoratori iscritti all’IPA».

Per il partito democratico di Roma «l’Ipa, è un isola felice dove la "spending review" non è arrivata. I vertici dell’istituto hanno pensato bene di incrementarsi lo stipendio con aumenti che si aggirano fino al 60%. Una manna! Mentre in tutta Italia si susseguono tagli alle spese, agli stipendi e ai posti di lavoro l’IPA è in felice controtendenza. Questi vertici chiamati a moralizzare l'istituto sono senza pudore. Con la giustificazione di un’azione moralizzatrice il Sindaco a maggio scorso ha deciso un discutibile commissariamento dell’istituto la cui azione oggi da i primi frutti avvelenati.

E’ bene sottolineare che Alemanno era intervenuto con sbandierati intenti “moralizzatori” proprio contestando la corresponsione di rilevanti somme ai componenti del CDA e del Collegio dei Revisori dei conti. Con l’ordinanza di commissariamento dell'IPA, il Sindaco ha nominato anche il direttore dello stesso Istituto per i prossimi 5 anni. Una nomina discutibile e ingiustificata, per alcuni versi illegittima e professionalmente non appropriata considerando gli scarsi titoli dell'attuale direttore. Una nomina di parte perché il nuovo direttore dell'IPA, già funzionario amministrativo del comune, proviene dal servizio giardini, ed é stato prima del mese di maggio alle dirette dipendenze dell'assessore all'Ambiente con funzioni di segreteria».