Regione, se alla fine ci riprova Renata

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E’ inutile raccontarsi favole o ricercare manovre segrete. Come ha ribadito il Ministro dell’Interno Anna Maria Cancellieri nella sua risposta all’avvocato Pellegrino, pubblicata sull'Unità di ieri, spetta a Renata Polverini e solo a lei stabilire la data del voto, sempre che la sentenza del Tar impugnata al Consiglio di Stato non dica altrimenti.

Ormai si sa che la presidente dimissionaria si adeguerà alla data del 10 marzo, mitico election day nel corso del quale si dovrebbe votare tutto quanto è eleggibile in questo nostro Paese, data che il Governo ed il Capo dello Stato hanno indicato per Lombardia e Molise dove per lo statuto regionale non è il presidente uscente a dover indicare la data.

Si dice che Renata firmerà il fatidico decreto il prossimo 26 novembre, esattamente un giorno prima dalla decisione del Consiglio di Stato che potrebbe confermare la sentenza del Tar ed obbligarla al voto di febbraio. Comunque, mese più mese meno, la partita è chiusa.

Tutta aperta invece è la frenetica attività di questa Giunta, epurata dalla presidente subito dopo le sue dimissioni, che sta facendo passare di tutto in tutti i settori, primo fra tutti, ovviamente, l’urbanistica. Qualcuno della opposizione si chiede se sia il caso di andare a verificare la legittimità degli ultimi atti dell’amministrazione uscente e se si possono considerar davvero atti di ordinaria amministrazione quelli ad oggi deliberati e che si intende deliberare prima del voto, ma al momento non risultano iniziative specifiche.

Pare quasi pesare un argomento forte, oltre a quello del risparmio con l'election day, quello che la giunta Marrazzo sopravvisse altri sei mesi con il vicepresidente Esterino Montino, dopo un rimpasto che tenne conto degli equilibri interni del centrosinistra a pochi mesi dal voto. C’è da credere allora che tanta tenacia di Renata Polverini nel procrastinare il più possibile la scadenza elettorale non sia dovuta solo alla necessità di sopravvivere a se stessa per alcuni mesi, ma quello di trovare nel frattempo una collocazione politica che non le verrebbe garantita dalla sua fondazione Città Nuove.

A volte ritornano. Eh si, perché nel caos delle primarie nazionali del Pdl dove l’ex ministrina Giorgia Meloni vuol primeggiare a tutti i costi, fra riunioni a via dell’Umiltà convocate e subito dopo sconvocate dal coordinatore regionale Vincenzo Piso, con la rivolta dei segretari provinciali che minacciano di far mancare i loro voti proprio in quelle province dove Renata ha vinto a man bassa nel 2010, alla fin della fiera potrebbe ricicciare fuori proprio il suo nome, quello di Renata, da contrapporre a Nicola Zingaretti. Solo che tutti i giochi interni al Pdl romano, come fa notare lo stesso Franceso Storace che vuole presentarsi per proprio conto, si intrecciano ed amplificano come se quel partito fosse al 40% dei consensi e non a quel misero 15% che i sondaggi gli attribuiscono.

Ecco allora una lotta al coltello nel centrodestra per trovarsi un posto al sole, almeno dall’opposizione nella prossima legislatura regionale. Chissà mai che il nome di Renata Polverini non riesca a mettere d’accordo ex Forza Italia, alemanniani, rampelliani, augellianni ecc.ecc.? Allora non sorprende il recente endorsement della Polverini ad Alemanno. «Il sindaco ha governato bene», ha affermato di recente, che non è proprio un giudizio ampiamente condiviso nemmeno a destra. Una sorta di rapprochement dell’ultima ora che tutto sommato si salda, sull’altra sponda, con la fedeltà del vicepresidente della regione, Luciano Ciocchetti, determinato nell’offerta a Renata Polverini di una sponda moderata a costo di spaccare l’Udc romana e laziale.

Infine, non l’ha proprio ordinato il medico che le primarie si debbano svolgere, almeno per la candidatura alla presidenza del Lazio. Perdere per perdere, tanto varrebbe puntare sull’eroina che dai manifesti proclamò: «Questi li mando a casa io». Ultimo escamotage propagandistico di una presidente che forse non si attendeva di dover affrontare veramente la gogna delle dimissioni.

Giuliano Longo

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