I guai di Mancini e la scalata di Eur Spa

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Le cronache di alcuni quotidiani romani ritornavano venerdì sulla vicenda della fornitura dei 45 filobus della Breda Menarini (gruppo Finmeccanica) a Roma metropolitane per la quale, secondo i pubblici ministeri, sarebbe stata pagata una tangente versata a Riccardo Mancini considerato uno fra i personaggi più influenti fra la ristretta cerchia di Alemanno.

I giudici del riesame, sempre secondo quanto riportato dal Corriere della Sera, avrebbero ricostruito la vicenda tramite le testimonianze di Lorenzo Cola, consulente di Finmeccanica e a suo tempo coinvolto con Gennaro Mokbel oggi sotto processo nella vicenda Telecom Sparkle, la maxi frode fiscale che ha scoperchiato i potenti legami e i vasti traffici del faccendiere di estrema destra. Cola avrebbe riferito ai giudici che «erano intervenuti accordi per la fornitura di autobus della Breda, accordi che avevano interessato soggetti di Finmeccanica e (Riccardo) Mancini» ma che questo doveva essere un primo passo verso accordi relativi alla costruzione delle metropolitane che avrebbero potuto garantire commesse per due miliardi di euro a Finmeccanica e consociate.

Questi contatti e soprattutto il ruolo da lui svolto come «braccio destro» del Sindaco avrebbero successivamente favorito la scalata di Mancini ai vertici di Eur spa, la società al 90% del Ministero dell’Economia e al 10% del Comune di Roma. L’estate successiva, nel 2009, quando Mancini fu puntualmente nominato amministratore delegato della spa.

Singolare è invece il fatto che proprio in questa estate del 2012 Mancini sia stato confermato, su evidente sollecitazione di Alemannno e pieno consenso del Governo, in questo incarico praticamente a meno di un anno dalle elezioni. Già allora qualche timida protesta si levò dalla opposizione che prese fiato solo quando qualche mese fa quando emerse la vicenda dei filobus. Ovviamente Mancini ha sempre vigorosamente smentito le accuse, ma che sia stato, e probabilmente sia ancora «il braccio destro di Alemanno», non è opinione largamente diffusa.

Tuttavia le ombre che cominciano ad aleggiare su tutta quella vicenda, hanno indotto il capogruppo del Pd Umberto Marroni, vox clamans in deserto, già intervenuto qualche settimana fa, ad assumere una posizione molto netta anche venerdì, tornando a chiedere il dimissionamento “immediato” di Mancini da parte del ministro dell'economia Grilli. «Se quanto sta emergendo dalle indagini sull’appalto dei filobus fosse confermato – scrive Marroni – ci troveremmo di fronte a reati di corruzione di una gravità inaudita» per questo «come richiesto già più volte che il Sindaco Alemanno dovrebbe venire a riferire in aula visto che si tratta di appalti connessi alle funzioni dell’amministrazione e delle aziende controllate e perché Mancini, coinvolto nell'indagine, è stato il mandatario elettorale di Alemanno durante la campagna per le comunali del 2008».

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