Maxiconcorsi, il Tar annulla l’ordinanza “anti-Ergife”

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Venerdì il Tar del Lazio ha dichiarato nulla l'ordinanza del sindaco Alemanno con la quale il primo cittadino in qualità di Commissario all’emergenza traffico, stabiliva che i concorsi con più di 3000 partecipanti non potevano essere svolti in struttutre ubicate all'interno del raccordo anulare, ma esclusivamente fuori.

La decisione di Alemanno arrivò all'indomani di una disastrosa giornata nella quale le code e gli ingorghi avevano funestato la zona di via Aurelia, con ripercussioni su gran parte della città, per un concorso che si svolgeva proprio all'hotel Ergife. L'albergo, noto a Roma per ospitare spesso sessioni di concorsi ed esami, ha eseguito due ricorsi contro la decisione che Alemanno aveva preso pensando di poter risolvere il problema alla radice.

Secondo l’Ergife c’erano i presupposti per contestare davanti al Tribunale amministrativo da un lato la mancanza di legittimità dal punto di vista procedimentale, dall’altro la mancanza di motivazione del provvedimento. Il responso ha dato ragione all'Ergife e torto al sindaco, e venerdì è stato pubblicato il dispositivo della sentenza, dopo il quale seguiranno le motivazioni. Di fatto è l’ennesima spina nel fianco su un Comune che ha cercato con lo strumento immediato dell’ordinanza di dare soluzioni rapide a problemi antichi della città e radicati nel suo tessuto urbano (prostituzione in strada, lavavetri, cortei al centro, rovistaggio nei cassonetti, alcool nelle piazze, bivacco e panini dei turisti, solo per citare le più famose ordinanze dagli scarsi risultati), ma che in alcuni casi si sono manifestati come bubboni esplosi all'improvviso.

La “verità” è che la capacità di sopportazione della capitale e dei suoi cittadini è trstemente enorme, quasi infinita, e solo il superamento di ogni limite tollerabile, come nel caso del traffico del concorso Ergife, rende l'Amministrazione in grado di rendersi conto delle problematiche, in questo come in altri casi.

Così le reazioni del mondo politico venerdì rispecchiavano l'insofferenza dei cittadini e spingevano per un cambio di passo da parte di chi arriverà al governo della capitale. «Dopo la bocciatura delle ordinanze di Alemanno sulla vendita degli alcolici – spiega il consigliere di Roma Capitale, Paolo Masini – sui cortei, sui campi scuola, sull'Agenzia per le tossicodipendeze (e ricordiamo solo le ultime stroncature), il Tar del Lazio ha bocciato l'ennesimo atto del sindaco, quello che si proponeva di spostare fuori dal Gra i concorsi con oltre 3000 partecipanti. Siamo di fronte ad un sindaco ed una giunta di incapaci, che non sono in grado neanche di scriver un’ordinanza senza farsela rigettare. Alemanno ha il triste record di ordinanze bocciate: a questo punto lui e i suoi collaboratori vadano a ripetizione di diritto, anche perché la loro incompetenza blocca l'economia della città».

F.U.

 

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