E il Movimento 5 stelle “si sceglie” a Tor Vergata

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Hanno scelto l'auditorium del Campus X di Tor Vergata i “grillini di Roma e Lazio” per il “graticola day”, ovvero il giorno in cui i candidati del movimento si sono in un certo senso messi in gioco per la prima volta davanti al pubblico: ed è stato un giorno di passione per chi, abituato a smanettare sui blog, per un giorno è stato costretto a cimentarsi con le domande dei presenti cercando di fare un bella figura.

L’avvio della discussione è stata caratterizzata dall'intervento di una pattuglia dei carabinieri dopo che l’atmosfera si era arroventata per un alterco tra una persona che era intervenuta al dibattito e un moderatore che ha cercato di togliergli il microfono perchè tenuto troppo a lungo. Il nervosismo era palpabile e prevedibile visto che nell'occasione usciva allo scoperto l’ambizione personale di ogni candidato che, giocandosi in sostanza un probabile buon ritorno economico come lauto stipendio di consigliere comunale regionale o presidente di municipio (dai 4 ai 12.000 e più euro mensili) cercava di mettere in mostra le proprie capacità pensando più a se stesso e al proprio futuro piuttosto che a coloro che aveva attorno o al gruppo tematico di cui faceva parte.

L’età media dei candidati è molto più bassa di quella dei partiti tradizionali e parlando con diversi di loro era possibile capire che la maggior parte viene fuori da storie di precariato lavorativo se non di vera e propria disoccupazione. Tra i presenti Andrea, un ragazzo molto giovane, che avendo compiuto da poco i 18 anni e facendo parte dei movimenti studenteschi che stanno lottando contro la privatizzazione della scuola pubblica, era venuto fino a qui per porre come neo elettore le sue domande ai candidati ma dopo aver visto l’aria che tira se ne va via deluso: «Credevo di poter prima sentire i candidati che esprimevano idee e programmi e poter poi chiedere magari quali fossero le loro proposte concrete per migliorare la scuola, la vivibilità dei quartieri della città o della regione: ma tutto questo non è stato possibile visto che le domande si potevano solo scrivere e metterle in un cestino per essere poi aperte, magari a caso con questo o quel candidato. Ci stava uno che invitava a non fare domande troppo personali».

Ciò che è certo è che di regole ne sono state messe tante e le candidature chiuse in piena Estate, un po’ come certe delibere e concessioni edilizie, ma alla fine pare, ascoltando le parole di qualche candidato più duro e puro, che anche tra i “grillini romani e laziali” si siano infiltrati personaggi poco raccomandabili o comunque portatori di interessi privati. «A poco è servito chiudere le candidature ad Agosto o le certificazioni fatte dagli organizzatori locali: anche nei tavoli di urbanistica ci siamo trovati esponenti dei palazzinari». Insomma ora si spera che il Movimento possa esprimere quel rispetto per le regole e contro il sistema politico-affaristico che ha affondato il Paese nei programmi e nei contenuti dei gruppi di lavoro.

Tra questi l’urbanistica è il settore più delicato in una metropoli come Roma dove l’industria storicamente più fiorente, anche se oggi in grande crisi, è proprio quella della trasformazione dei terreni agricoli in edificabili. Allo stato attuale comunque quelli che Beppe Grillo ha definito “Totò ò cùrtu” nel movimento in qualche modo ci sono entrati lo stesso e non sarà facile metterli da parte, visto che sono proprio le regole imposte a tenerli in gioco, lasciando fuori magari simpatizzanti con grosse competenze e con i cosiddetti “calli sulle mani” che invece di smanettare sui blog si spendono instancabilmente da anni a combattere il sistema con i fatti piuttosto che con le parole.

Silvio Talarico