Nel Pdl è (di nuovo) caos primarie

0
21

Mentre Giorgia Meloni strabuzza gli occhi al cielo da centinaia di manifesti affissi per tutta Roma e ci fa sapere di non aver paura, ieri un sit-in davanti alla sede nazionale del Pdl in via dell’Umiltà per chiedere le primarie del partito anche qualora si ricandidasse Silvio Berlusconi. Lo hanno organizzato i giovani del Pdl che fanno capo all’ispirata ex ministra del fantomatico Ministero della Gioventù e capitanati dalla già cubista Chiara Colosimo ultima capogruppo regionale del Pdl dopo le dimissioni di Renata Polverini.

“Primarie subito”; “avanti con le primarie”, sono gli slogan che i manifestanti urlavano sotto via dell'Umiltà. Al sit-in si sono visti anche i deputati Marco Marsilio e Fabio Rampelli, vero artefice della candidatura della pimpante e vaporosa Giorgia. Un capolavoro di tattica politica se è vero che Alemanno non ha particolarmente gradito la candidatura della giovane camerata, avendo lui, più volte proclamato di sostenere quella del segretario del pdl Angelino Alfano al quale il Cavaliere, in attesa di decidere il suo ritorno e di tirar fuori il dinosauro dal cilindro, avrebbe messo più di una pulce nell’orecchio. Un avvertimento che suonerebbe pressapoco così: «Guarda Angelino che questi ex An ti fregano perché la Meloni ha più numeri di te. E’ giovane, aggressiva e poi si avvale della organizzazione di An che ancora funziona. Allora non ti fidare e molla questa pirlata delle primarie di affluenza scarsina, ma loro (gli ex An) ci andranno tutti».

Angelino ci avrebbe pensato su immediatamente dopo ha dichiarato domenica che se si ripresenta il Capo, lui le primarie le molla. Così adesso i rampelliani si inventano che anche Berlusconi deve partecipare alle primarie e competere con gli altri. Ma ce lo vedete Silvio a farsi umiliare in questo modo? Piuttosto si fa un altro partito tutto suo.

Non solo, ma il Rampelli le primarie le vuole anche per le regionali e le comunali. Anche per Roma, gusto per punzecchiare il sindaco. Questa se volete la vulgata, ma Alemanno in questa buriana c’è dentro fino al collo e sfumata la sua manovra di convergenza al centro, nemmeno presidiato da una Udc sicuramente al 4% dei consensi almeno su Roma, non sa più a che santo votarsi. Al punto che dopo una nota trasmissione Tv incrociando Alfano l’avrebbe implorato di non demordere dalle primarie, ne va della elezione al parlamento dei suoi fidi, primo fra tutti il suo segretario Antonio Lucarelli che non si deve deludere (chissà mai perché). Solo che Gianni è nell’angolo mentre Rampelli va all’attacco con i sui gabbianelli sotto la sede di via dell'Umiltà.

gl