“Aequa Roma”, storia di tasse e poltrone firmata Alemanno

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Era il 7 maggio di quest’anno quando sull’onda della rivolta, per lo più legista allora, contro l'agenzia nazionale di riscossione dei tributi Equitalia, il sindaco Gianni Alemanno annunciò: «Dalla fine di quest’anno chiuderemo ogni rapporto con Equitalia e sarà Aequa Roma a riscuotere operando in stretto rapporto con le categorie produttive per non creare una realtà cieca».

Gianni aveva finalmente scoperto l'uovo di Colombo, la scorciatoia che avrebbe consentito di differenziare «gli evasori dalle persone che hanno problemi oggettivi e non possono essere uccise dal fisco». Ora è giunto il tempo di affidare il servizio di riscossione dei crediti ad Aequa Roma «che agisce in modo più integrato e vicino al territorio e quindi ai suoi abitanti», Ogni corazzata che si rispetti, ed AEqua Roma diverrà realmente una corazzata delle riscossioni, ha bisogno del suo comandante, per cui si procedeva immediatamente alle nomine che per l’amministrazione capitolina vengono sempre prima delle cose da fare, e l’ex presidente Fabio Rinforzi diveniva amministratore delegato mentre Alessandro Clemente prendeva il suo posto come presidente.

Tanta sollecitudine tuttavia richiamò a metà ottobre l’attenzione del capogruppo de La Destra Dario Rossin che pose alcune questioni piuttosto imbarazzanti. Intanto voleva sapere se l’Amministratore Delegato di Aequa Roma Spa era stato assunto con contratto di lavoro a tempo determinato, quale dirigente, per il modesto importo di 262 mila euro. Poi voleva conoscere se effettivamente tale assunzione fosse stata fatta nel pieno rispetto delle regole, sollevando il dubbio che l’amministratore delegato non potesse essere assunto come dirigente a 262.000 euro anno mentre il presidente ne percepisce 67 mila e i consiglieri di amministrazione a 18 mila. E poi, chi l'aveva assunto come dirigente, forse lo stesso Cda di cui è membro?

Come tante altre anche questa interrogazione, almeno a quanto ci risulta, cadde nel vuoto altrimenti non si spiega perché ieri i consiglieri del Pd Massimiliano Valeriani e Paolo Masini denunciassero «il poltronificio di ÆquaRoma». Non solo, ma rivelassero che la società «pur rimanendo con lo stesso numero di dipendenti, registra dal 2008 ad oggi, un aumento del costo del personale impressionante». Infatti dai 2 Dirigenti ed un Amministratore Delegato iniziale si è passati a 5 dirigenti, 1 Amministratore delegato e 1 Presidente che, insieme all’aumento delle retribuzioni variabili, ha prodotto nei bilanci della società un aumento totale del costo del personale di oltre 1,5 mln di euro. Insomma, un bel pò di tributi da recuperare per coprire almeno i costi della dirigenza di AequaRoma.

gl

 

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