Tutte le poltrone del sindaco Alemanno

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Alemanno fra qualche mese potrebbe lasciarci ma l’impronta della sua amministrazione graverà ancora a lungo sul futuro di Roma Capitale perché insediata la nuova giunta ci vorrà qualche anno per ridefinire gli incarichi e ridistribuire le poltrone nei vari consigli di amministrazione delle società di proprietà o partecipate del Comune.

Prassi antica di ogni amministrazione quella di spartirsi le poltrone fra le correnti ed i gruppi di interesse dei partiti di governo teorizzata dallo spoil system e garantita da quello che la vecchia Democrazia Cristiana chiamava il “manuale Cencelli”, La Bibbia che quel dirigente, in tempi lontani, aveva elaborato con criteri rigorosamente proporzionali ed aritmetici per soddisfare gli appetiti delle varie correnti della balena bianca.

Criteri che, grosso modo, vengono attualmente utilizzati dalla casta politica di ogni ordine e grado. Nel caso di Roma qualche poltrona viene lasciata anche all’opposizione come il direttore generale e qualche consigliere fra Atac, Acea e altrove, ma è il criterio stesso che ormai fa acqua da tutte le parti spesso a scapito dei meriti e delle professionalità.

Eppure è nostra convinzione che Alemanno e la sua maggioranza abbiano davvero abusato di tale spartizione per placare appetiti di una classe dirigente che per la prima volta poteva accedere alle casse e al sistema di potere di questa nostra Capitale.

Vediamo allora come si è strutturato questo poltronificio. Alemanno dispone di 8 consiglieri e 3 assessori ma può contare sull’amministratore delegato di Eur spa, sui presidenti di Assicurazioni per Roma, Multiservizi, e Atac, più il vice presidente di Assicurazioni per Roma e 6 consiglieri di amministrazione a Palaexpo, CAR, Acea, Teatro dell'Opera, Multiservizi e Musica per Roma. L’on Rampelli che conta un assessore e 3 consiglieri ha piazzato i presidenti di Ama, Risorse per Roma e Biblioteche, più il direttore generale del Bioparco, quello dell’agenzia per le tossicodipendenze e un consigliere ad Acea Ato Due.

Il senatore Augello, terzo storico maggiorente fra gli ex An, dispone di 2 presidenti rispettivamente a Zetema e Agenzia per la mobilità più il direttore di Farmacap e 2 consiglieri all'Agenzia per le Tossicodipendenze. Ma è anche forte di 5 consiglieri (fra cui la vice sindaco) e 2 assessori. Poi ci sono gli ex Forza Italia i cui esponenti di spicco sono Sammarco e l'assessore Aurigemma che con i loro 8 consiglieri e 4 assessori hanno piazzato il presidente di Eur spa, i direttori generali di Assicurazioni e Risorse per Roma più un consigliere per ognuno dei seguenti consigli di amministrazione: Acea, Zetema, Biblioteca, Palexpo, Agenzia Tossicodipendenze, Atac patrimonio, Agenzia per la Mobilità, CAR, Assicurazioni e Musica per Roma.

Concludiamo con le briciole al democristiano ed ex vice sindaco Cutrufo che in aula dispone di solo due consiglieri e di altri due nei consigli di amministrazione di Roma Metropolitane e Ama. Buon ultimo Laboratorio per Roma che ha invece quattro consiglieri e un assessore, ma si deve accontentare di due consiglieri di amministrazione in Atac e Assicurazioni per Roma.

Non sappiamo ancora quanto la spending review del Governo Monti potrà falcidiare il numero di queste società e delle relative poltrone che comunque non scadano certo con la dipartita di Alemanno, ma sappiamo per certo che chiunque voglia rinnovare qualcosa e non essere travolto dall’antipolitica dovrà mettere mano alle forbici utilizzando ben altri criteri di nomina che non l’appartenenza politica.

Giuliano Longo