Polverini resta a destra e cerca il bis

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Se come scriveva ieri il Giornale di Sallusti, Bersani ha vinto e il pericolo comunista avanza, è necessario che l’unico vero baluardo antibolscevico Silvio Berlusconi ridiscenda in campo. Novità sconvolgente che annichilirebbe i sogni della piccola ma vivace Giorgia Meloni che con le primarie aveva proprio intenzione di sfondare. Peccato, toccherebbe ripulire Roma dalle migliaia di manifesti suoi che invitavano a non aver paura, aggiungendo «tanto ci pensa ancora una volta Silvio».

Poco male se per le regionali del Lazio si riaffaccia la candidatura di Renata Polverini, che secondo Fabrizio Cicchitto è una ipotesi da riesaminare. Lei, Renata, che di suo le dimissioni non le avrebbe presentata se solo avesse avuto la speranza che qualcuno la richiamasse in zona Cesarini, lascia capire che ci sta. Sia pure spossata dalle cure di governo di questi mesi, tanto che qualcuno maliziosamente insinua che sia lei che la sua giunta in questi ultimi mesi hanno lavorato più che in tre anni. Certo, si trattava di sistemare un po’ di cosine: qualche finanziamento qua, un altro là, un po’ di nomine last minute insomma quanto basta a far vedere che lei c’è e comanda ancora finchè sta su quella poltrona.

Renata ci terrebbe proprio a ritornare in campo alle regionali e lo ha detto chiaramente alla festa dei molisani a Roma: «Il centrodestra sta cercando di ricucirsi» e l’unico modo che ha il Pdl di mantenersi unito «è un soggetto che nel 2008 ottenne una maggioranza bulgara e nel 2010 riuscì a far confluire i suoi voti su una lista civica. Perdere questo sarebbe un peccato, significherebbe che quella casa dei moderati valeva solo il tempo di una campagna elettorale». Naturalmente la padrona di casa dovrebbe essere lei che sta scaldando i motori ed ha già ottenuto una sorta di endorsement da Fabrizio Cicchitto.

Tocca vedere cosa ne pensa il Cavaliere che intanto vorrebbe levarsi di torno i rissosi ex An peraltro poco convinti di andarsene con quel misero 3% o 4% di consensi che i sondaggi accreditano loro.

Renata invece propone una “lista civica” che non otterrà oggi consensi bulgari, ma le consentirebbe di restare in gioco quale capo e punto di riferimento della opposizione nella futura assemblea regionale. Forse poco per l’ambiziosa signora che sperava in una ormai incerta candidatura al parlamento.

La coperta è troppo stretta e con il porcellum che Silvio vorrebbe mantenere si salva solo un manipolo di fedelissime/i. All'inizio Renata aveva pensato anche ad una collocazione fra i moderati, ma la sconfitta di Ciocchetti, costretto da Casini alle dimissioni dalla giunta epurata, le chiudono anche questo spiraglio.

E Storace? Mah, se lei si candidasse potrebbe anche fare un passo indietro. E le primarie? Se proprio vuole se le faccia la Meloni. Nel Lazio occorre continuità, la sua.

gl

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