La battaglia del Cto per non chiudere

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Dopo la notizia dell’imminente chiusura del Cto, ieri presso la sala congressi del nosocomio si è riunita un’assemblea dei sindacati in difesa dell’ospedale.

«Il Cto non deve chiudere»: è questo il messaggio che è stato lanciato a piena voce per tutta la durata della discussione nella sala da parte tutti gli intervenuti alla riunione.

All’assemblea hanno aderito tutte le sigle sindacali. Sono allarmanti infatti le notizie giunte in questi giorni che parlano di cessazione dell’attività per il nosocomio storico, punto di riferimento per tutto il quartiere di Garbatella.

Durante l’animata assemblea si è parlato dell’attuale politica di tagli indiscriminati che si stanno rendendo responsabili dello smantellamento della sanità pubblica ed è stato sottolineato come a fare le spese di questo andamento siano in primis i cittadini, privati di servizi fondamentali, e con loro tutti i lavoratori del settore sanitario. Durante l’assemblea è stato ripercorso l’iter di penalizzazione subito dal Cto: negli ultimi anni – stato ricordato con forza – il nosocomio è stato privato di molte specialità e reparti trasferiti al S. Eugenio, ha subito una riduzione costante e drastica di posti letto oltre alla chiusura del pronto soccorso.

«Sono stati ingannati i malati ancora prima di noi», hanno detto i rappresentanti sindacali durante il dibattito al quale hanno preso parte anche il presidente del Municipio XI, Andrea Catarci, il delegato alla sanità municipale Antonio Bertolini, il capogruppo Pdl del Municipio, Simone Foglio ed Enzo Foschi, consigliere del Pd alla Regione Lazio e membro della commissione sanità. Tutti si sono detti contrari alla chiusura dell’ospedale, punto di riferimento fondamentale sul territorio.

«Va fermato» ha dichiarato la Cgil riferendosi al commissario ad acta per il rientro sanitario, Enrico Bondi. «Il commissario – prosegue la Cgil – non può smantellare e portare verso la catastrofe l’intera sanità del Lazio. Siamo pronti a fare ricorso alla Corte Costituzionale – seguita il sindacato – perché in pericolo qui sono due diritti fondamentali, il diritto alla salute e quello al lavoro».

«Stanno sfogliando il Cto come fosse un carciofo», questa la denuncia della Uil durante l’assemblea, che seguita: «Dire che siamo arrabbiati e inferociti per questa notizia è dire poco». Accesi i toni delle discussioni e massiccia la partecipazione dei dipendenti del nosocomio che hanno applaudito con forza al messaggio levatosi dall’assemblea: «Noi non chiudiamo nulla».

Anna Paola Tortora

 

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