«Più ferro per i trasporti del futuro»

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Quello della mobilità è, occupazione a parte, il problema più sentito dai romani, per questo Umberto Marroni ha deciso di dedicargli il primo convegno programmatico in vista della scalata al Campidoglio.

Con l’aiuto di tecnici, professori e del consigliere Panecaldo il capogruppo Pd ha illustrato all’Auditorium San Domenico, sulla Casilina, le sue proposte per la mobilità. ‹‹Dopo cinque anni in cui non si è fatto nulla, anzi si sono disfatte le cose avviate con le amministrazioni precedenti››.

Concludere i prolungamenti previsti delle metro A, B e B1, portare a termine la metro C e realizzare la metro D, cura del ferro, ossia più tram e meno gomma. E poi incremento della Ztl, pedonalizzazione del centro storico, incentivi alla ciclomobilità e al bike sharing, più corsie preferenziali per gli autobus.

La “mobilità del futuro” insomma, quella che in molti paesi europei è già presente da un bel po’, e per finanziarla Marroni ipotizza anche piccolissime tasse di scopo. Ma il piatto forte dopo 5 anni di Alemanno non poteva che essere Atac, a partire da parentopoli, ‹‹uno scandalo che ha avuto eco anche all’estero, che ha messo un marchio negativo, quasi una stigmate, sulla città e sull’azienda, anche sulle persone brave e competenti che ci sono in azienda. Noi dobbiamo togliere questo marchio››.

Proprio recentemente, col consenso del Pd, c’è stato l’affidamento in house del Tpl ad Atac per i prossimi 7 anni, secondo Marroni ‹‹una decisione non banale nel momento in cui il governo chiede di privatizzare tutto: io credo che in settori strategici come acqua, luce, trasporti, rifiuti, devono restare in mano pubblica o prevalentemente pubblica, perché è al Comune che si rivolgono i cittadini se il servizio non è efficiente››.

L’Atac però va anche gestita bene, se continua ad accumulare debiti subito arriveranno nuove spinte a privatizzare, e secondo Marroni l’affidamento in house deve essere solo l’anticamera all’unificazione delle tre aziende (Atac, Roma Servizi per la Mobilità e Roma Metropolitane) di trasporto pubblico. ‹‹Questa è la grande sfida, l’affidamento in house è la spinta per dire che Atac deve diventare una grande azienda, che deve gestire lei tutto il settore della mobilità a Roma, e a cui deve essere affidata in parte anche la regolazione del settore››.

Davide Lombardi