La Roma-Viterbo tra le peggiori linee d\’Italia

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"Fare il pendolare tra Roma e Viterbo rappresenta ormai un’avventura sia che si scelga la linea ATAC Roma Nord, sia che si prenda la ferrovia regionale FR3 di Trenitalia. La situazione peggiore la vivono i passeggeri sulla linea ATAC, 75.000 ogni giorno, che si ritrovano con treni sovraffollati, vecchi e in ritardo.

È la Roma-Viterbo a rappresentare il Lazio tra le peggiori tratte ferroviarie d'Italia, con la Circumvesuviana, la Padova-Venezia, la Palermo-Messina, tra riduzioni delle corse, lentezza, disservizi e sovraffollamento. Una triste classifica presentata da Legambiente, che lancia una settimana di mobilitazione fino al 18 dicembre per chiedere più treni per i pendolari, nuove carrozze e servizi migliori". Così in una nota Legambiente Lazio.

“La vita dei pendolari non migliora, anzi si fa sempre più incerta, tra tagli del servizio, aumenti dei biglietti e disattenzione – afferma Lorenzo Parlati, presidente di Legambiente Lazio – Nel Lazio i pendolari si trovano troppo spesso a piedi, a fronte di tagli del servizio e aumenti del prezzo dei biglietti, con disagi che aumentano di giorno in giorno. Da tempo diciamo che bisogna mettere mano alla qualità dei binari, delle stazioni, dei treni, dei mezzi, ora è venuto il momento di scegliere di investire in questa direzione. La Regione ha un ruolo fondamentale, chiediamo a gran voce che gli investimenti per i pendolari siano al centro dei programmi di governo di chi si candida a governare".

"Nel 2012 nel Lazio – si legge nel comunicato – abbiamo registrato un tagli al servizio del 3,7%, mentre nel frattempo il prezzo del biglietto, invece, è cresciuto del 15%. Aumenti che in Toscana sono stati del 20% e in Liguria del 10% per il biglietto semplice e del 5% per gli abbonamenti e che si vanno a sommare a quelli del 2011, come in Lombardia dove le tariffe erano già state incrementate del 23,4% l’anno passato. Complici i mancati trasferimenti da parte del Governo, il Lazio ha accumulato un debito di 220-230 milioni nei confronti delle Ferrovie".

“Torniamo a lanciare un grido dall'allarme per i trasporti pubblici nel Lazio, le risorse diminuiscono per treni e bus, si tratta di scegliere in favore dei pendolari e spostare gli investimenti – afferma Cristiana Avenali, direttrice di Legambiente Lazio – La Regione deve mettere in atto un programma per aumentare i servizi, con risorse aggiuntive, ridefinendo le priorità e trovando le soluzioni. Bisogna ripensare la mobilità in favore del mezzo pubblico, puntare sui nodi intermodali di scambio tra autobus extraurbani e treni, creare subito corsie protette e riservate per separare i bus dal traffico privato. Per la Regione, ormai definita la data delle elezioni, è ora che si incominci a parlare delle cose da fare, questi temi devono essere la priorità dei programmi di chi si candida a governare".