Assedio antitagli: tutti contro Bondi

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«No alla chiusura del Cto». E’ stato un coro unanime quello che ieri mattina si è alzato su una via Cristoforo Colombo bloccata in entrambi i sensi di marcia per la manifestazione organizzata dai sindacati contro lo smantellamento dell’ospedale della Garbatella.

Al fianco dei lavoratori della struttura di via San Nemesio sono scesi in strada anche i residenti del quartiere. Bersaglio della protesta, il piano disposto dal commissario straordinario Enrico Bondi che prevede il taglio di mille posti letto in ospedali pubblici e privati convenzionati, la riconversione di Cto, Forlanini, Eastman e Oftalmico in centri per malati cronici (Rsa), poliambulatori, hospice per malati terminali, e il potenziamento dell’assistenza domiciliare.

Circa 4mila le persone che hanno sfilato in corteo dal Cto fino alla sede della Regione per salvare anche Forlanini, Spallanzani, San Filippo Neri, Eastman e Oftalmico dalla stessa sorte decisa per il presidio della Garbatella. Sono numeri da brivido quelli che fotografano il coma profondo in cui versa la sanità laziale: oltre 2700 cassaintegrati nel settore privato convenzionato, centinaia di lavoratori non retribuiti da mesi, come all’Idi-San Carlo, e migliaia di posti di lavoro messi a rischio dai tagli alle prestazioni specialistiche e dalle chiusure di ospedali e servizi ipotizzate dal commissario straordinario.

Per “rianimare il malato”, la Cisl Fp di Roma e Lazio ha sollecitato con le altre sigle sindacali l’apertura di un tavolo permanente di concertazione. «Siamo pronti a ogni tipo di azione e pressione nei confronti delle istituzioni che hanno il potere e il dovere di intervento» afferma Roberto Chierchia, responsabile sanità della Cisl Funzione Pubblica di Roma. «Chiediamo con urgenza non solo risposte alla Regione, – continua il sindacalista – ma anche alla Prefettura e ai sindaci dei Comuni interessati di farsi parte attiva nella vertenza».

Senza appello la “sentenza” emessa dall’Ugl che giudica inutili i sette anni di commissariamento della sanità laziale. «Occorre rimuovere le incrostazioni che ostacolano la sopravvivenza del nostro sistema sanitario regionale, – spiega il segretario dell’Ugl Sanità Roma e Lazio, Antonio Cuozzo – razionalizzare le spese di gestione, ridefinire le tariffe bloccate da anni, potenziare i controlli e, soprattutto, tagliare i supermanager anziché i posti letto. Il grande rischio cui si va incontro – conclude Cuozzo – non è solo la chiusura degli ospedali o il licenziamento degli operatori, ma la perdita del diritto alla salute».

Parole durissime rivolte al commissario straordinario arrivano anche dal segretario regionale Cimo-Asmd, Giuseppe Lavra: «Bondi è avvertito: la smetta di improvvisare un piano sanitario regionale di un realtà che non conosce, sta causando solo altri danni in una situazione che è già allo sbando. Chiediamo a gran voce che agisca con correttezza nel rispetto degli operatori sanitari e dei cittadini che hanno diritto ai servizi essenziali».

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