Zingaretti: «Serve un nuovo modello»

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Grande solidarietà e forti prese di posizione dei politici che vogliono dire basta al commissariamento e invocano il ritorno della sanità alla gestione da parte degli amministratori. Gli obiettivi sono chiari: «Occorre riorganizzare il sistema sanitario regionale coniugando risparmio, rigore e rilancio, valorizzando le risorse esistenti» hanno detto ieri i consiglieri Enzo Foschi e Massimiliano Valeriani.

Insomma, per tutti il piano sanitario e la gestione commissariale hanno fallito. Sul Cto in particolare, hanno spiegato Andrea Catarci e Andrea Bertolini del XI municipio «non è tollerabile l’azzeramento della vocazione ortopedico-traumatologica e dell’esistenza stessa di un ospedale che negli anni passati ha già visto sacrificati centinaia di posti letto, interi reparti ben funzionanti e eccellenti professionalità ad un'impostazione di stampo ragionieristico».

Ma più in generale è l’effetto dei tagli sul territorio a spaventare: «Chiudere sei ospedali significa cancellare la sanità pubblica e imboccare decisamente la strada di un modello nordamericano» concludono.

Sul tema è intervenuto anche il candidato alle regionali Nicola Zingaretti che nel corso di un incontro a San Lorenzo ha espresso «solidarietà totale ai lavoratori che si stanno mobilitando davanti alla Regione Lazio» e ha sottolineato la necessità di «voltare pagina, per costruire un modello regionale di sanita».

Quanto alla gestione fino ad oggi per Zingaretti «c’è stato un approccio ragionieristico sul tema del piano di rientro, ma mai una visione su come migliorare i servizi senza che questo significhi semplicemente chiudere. Non è così, la parola d'ordine non deve essere “chiudere” ma “trasformare”, non “licenziare” ma “valorizzare”.

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