Niet di Silvio: ora Alemanno si butta su Monti

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Il tanto atteso, anzi il sospirato incontro di Gianni Alemanno con il Cavaliere Risorto ha lasciato il sindaco di Roma a bocca asciutta com'era ampiamente prevedibile. Naufraga così la sua speranza di salvarsi non tanto dalla eventuale sconfitta a Roma, ma di ottenere quello spazio politico che oggi Berlusconi gli nega.

E allora che fa il sindaco? Vira al centro come aveva già tentato di fare qualche mese fa con l'Udc e si schiera con tutti coloro che il Cavaliere vuol trombare escludendoli dalle liste del Pdl alle prossime elezioni. Ma Alemanno il nero non si intruppa con la lista di destra destra degli ex camerati La Russa e Gasparri probabilmente finanziati dal sempre generoso Berlusconi, ma fa il salto della quaglia e aderisce all'iniziativa degli ex Pdl improvvisamente innamorati di Monti e della sua agenda. Per ora pochini, stretti attorno a Frattini, ma ben presto molti di più con figure nobili quali Formigoni e Cicchitto, poco telegenico e pertanto da tempo sgradito al Cavaliere.

Se la notizia fosse confermata, Gianni troverebbe così una via d'uscita insieme a qualche romano eccellente quale Augello in declino nei favori persino della Santanchè e di tutti quelli che non hanno più speranza di poltrone.

Rampelli del quale tutto si può dire fuorchè dubitare della sua intelligenza, per il momento esita anche se le più recenti dichiarazioni della “giovane Italiana” sua fedelissima, Giorgia Meloni, lasciavano intendere la fine dell'innamoramento per Silvio. Il fatidico annuncio Gianni dovrebbe darlo proprio domenica 16 nel corso della manifestazione di popolo che avrebbe dovuto mettere la tradizionale pecetta alle abortite primarie, tanto agognate da Alfano.

Mentre il Cavaliere si gioca sul rinnovamento la sua probabile e decisiva ultima partita, Gianni lascia gli stracci del tradizionale populismo della destra per vestire i panni di un convinto europeismo e del rigore dei conti pubblici contro il quale ha bestemmiato sino a ieri. Insomma lascia la camicia nera per indossare il loden. Il flirt con i pro-montiani del Pdl era iniziato da tempo, come aveva segnalato anche questo giornale, ma la decisione finale era incerta. Con il risultato, o meglio il rischio, che il centro destra destra, un tempo unito sotto le insegne di Arcore, si presenti alle comunali con almeno quattro liste: il nuovo Pdl più a destra di Storace, la lista di La Russa, quella di Storace (convertibile al nuovo berlusconismo), ed infine i 'dissidenti' dell’ultima ora fra cui Alemanno.

Ma in ballo ci sono anche i centristi che da Montezemolo a Casini giocheranno la loro partita nella Capitale magari con qualche appoggio sotterraneo di frange del Pd. Solo che Gianni è ancora il sindaco e dopo questa conversione sulla via di Damasco potrebbe tentare di aggregare una sorta di “centro- centro destra”, magari passando sul cadavere dell'imprenditore Marchini. La danza comincia a farsi davvero interessante per chi di politicismo ci campa, meno interessante, anzi incomprensibile, per la gente che in parte è già indecisa se andare a votare o meno.

Intanto Alemanno sta già mobilitando le sue truppe sparse mettendo in fibrillazione numerosi consiglieri destinati a non calcare mai più i marmi dell’aula Giulio Cesare. Molti si agitano perplessi ma in fondo fiduciosi dell'astuta incoerenza del loro capo che con questo colpo di testa potrebbe segnare la fine della sua carriera politica. O forse no…

Giuliano Longo