Tentato suicidio al San Raffaele. I privati da Bondi

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In attesa che il quadro politico si sblocchi con le varie tornate elettorali in programma in date ancora da definire, sulla sanità c’è un’unica certezza per tutti: la politica dei tagli lineari non può funzionare. Tutti, lavoratori, sindacati e politici, anche il sindaco Alemanno, protestano contro il commissario Bondi e invocano il ritorno della politica nell’amministrazione della sanità regionale.

Appelli che per ora nulla possono contro l’autorità di Bondi che continua il suo lavoro, pur tentando un maggior ascolto. Ieri infatti ha parlato con alcuni rappresentanti della sanità privata. Un incontro convocato al ministero dell’Economia e delle Finanze da martedì che ha aperto spiragli positivi proprio sul tema dei tagli lineari fissando un secondo appuntamento più tecnico per il 20 dicembre.

«Abbiamo avuto un’apertura di un tavolo tecnico e in questa occasione abbiamo posto i gravi problemi in cui versa la sanità privata della Regione Lazio – ha spiegato Maurizio Pigozzi, presidente di Confsalute, presente al tavolo – Abbiamo parlato del decreto che si va ad aggiungere ad una situazione finanziaria pesante ». «Il commissario ha dato un’apertura soprattutto sui danni che provoca il taglio lineare – ha detto Jessica Faroni, Aiop Lazio – Nel tavolo del 20 dicembre, quindi, auspichiamo che vengano visti bene i numeri e si risolva una problematica che per noi comporta non poter fare le tredicesime. Speriamo nel risultato finale».

Ma sul fronte della protesta è stata un’altra giornata drammatica. Tanti i centri dove è scoppiata la rabbia: al San Raffaele Portuense, dove un dipendente ha tentato di suicidarsi, dopo essersi tagliato un braccio, gettandosi dalla struttura di via Ramazzini. L’uomo non riceve lo stipendio da settembre e ha tentato il gesto estremo mentre i suoi colleghi manifestavano davanti alla struttura sanitaria bloccando la sede stradale.

La mattinata ha visto poi a piazzale degli Eroi la manifestazione di alcuni politici locali che si sono incatenati davanti all’ospedale Oftalmico contro l’ipotesi di chiusura causata dai tagli. Ipotesi nel pomeriggio smentita dalla Asl RME con la conferma dei 19 posti letto e la gestione pubblica di tutte le aree dell’ospedale. Intanto a Rocca priora sono arrivate le lettere di licenziamento per altri 260 lavoratori, quelli del San Raffaele che aspetta dalla Regione 260 milioni di euro.

E ieri al San Camillo, mentre veniva inaugurato il nuovo padiglione “Busi” di radioterapia, è intervenuto anche il direttore generale Morrone che ha ricordato: «Il San Camillo è una struttura di eccellenza. Piuttosto che tagliare bisogna ulteriormente investire diversificando l’offerta. Il Forlanini non sarà chiuso: speriamo di avere un’opportunità con il commissario di trovare una diversificazione per l'offerta di servizi attraverso un accordo con la Asl, per ridurre i costi e migliorare questa stupenda struttura». Secondo le intenzioni di Bondi il San Camillo non dovrebbe subire ridimensionamenti.

F.U.