Croppi il “trasversale” nell’agone elettorale

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Era nell’aria da tempo, già quando si era dato un gran da fare per i referendum su Roma che non riuscirono a raggiungere il quorum per alcune migliaia di firma. Allora era evidente che l’ex assessore alla cultura del Comune Umberto Croppi intendeva rientrare in politica alla grande. Lo si era capito anche dopo la presentazione del suo libro “Romanzo comunale” dal quale molti si attendevano rivelazioni eclatanti anche grazie all’assonanza lessicale con il più noto “Romanzo criminale”. Croppi si limitò a raccontare la sua vicenda di assessore preceduta dal contributo decisivo che egli diede alla vittoriosa campagna elettorale di Alemanno. Vittima della guerra per bande all’interno del Pdl romano Croppi non si risparmiò successivamente critiche puntute ad Alemanno e alla sua gestione del potere. Prima del dimissionamento era passato ai finiani, oggi in via di estinzione.

Lì non poteva però ottenere la sufficiente visibilità politica che questo personaggio singolare avrebbe pur meritato. Così ieri il comitato “Cominciamo da Roma” composto da personalità trasversali della cultura, del mondo accademico, della comunicazione, ha lanciato la candidatura di Umberto a Sindaco di Roma. E sarà lui stesso con i vari sottoscrittori, a presentare il comitato in conferenza stampa lunedì mattina al Teatro Della Cometa. Intellettuale singolare, non ha mai negato i suoi trascorsi di destra fantasiosi sino al punto da inventarsi i “campi hobbit”, centri di raccolta giovanile che ebbero un certo rilievo nella attività culturale del Fronte della Gioventù organizzazione giovanile dell’MSI.

Così da quei tempi che lo videro vicino ad Alemanno e alla Destra Sociale, dopo una esperienza Verde ambientalista, fu richiamato in servizio proprio da Gianni che allora ambiva presentare un volto nuovo a quell’elettorato che poi l’avrebbe prescelto. Umberto raggiunse l’obiettivo, come spiega bene nel suo libro, capovolgendo, anzi stravolgendo le vecchie modalità della propaganda missino/aennina, presentando il futuro sindaco quale giovane innovatore che avrebbe dovuto rivoluzionare l'immagine di una città ormai assuefatta ai governi di centro sinistra.

E Rutelli, che ne era ancora espressione, fu battuto. Oggi Croppi si presenta con una candidatura “trasversale”, se non proprio bipartisan, nella prateria delle prossime comunali che, fra primarie ed auto candidature, è divenuta un terreno di caccia per molti, forse troppi. Segno del caos dilagante che la gestione Alemanno lascia fra le macerie di questa città. Cavallo culturalmente di razza questo Croppi che oggi gira nella giostra delle comunali con nomi più o meno noti. L’indipendente imprenditore Marchini politicamente ancora non ben classificato; e a sinistra in ordine alfabetico i nomi più o meno confermati dei “primaristi” del Pd: Gentiloni che appena ieri ha ottenuto l'appoggio dei senatori Ecodem dopo aver sostenuto Renzi nello scontro con Bersani, il capogruppo capitolino del Pd Umberto Marroni che conta sull’organizzazione di quel partito in città, l'eurodeputato Sassoli anch’egli come Gentiloni vicino al mondo cattolico