Associazioni unite contro il cemento

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Sono ben 33 le associazioni ambientaliste, professionali, territoriali che in questi giorni si stanno battendo contro l'ondata di cemento che si sta abbattendo su Roma con le 64 delibere che il Consiglio comunale si appresta ad approvare. Delibere che sommate ormai alle centinaia approvate sino ad oggi dall'inizio dell’anno tratteggiano un quadro a tinte fosche sul consumo del territorio a cui non è detto corrisponda la ripresa del settore delle costruzioni in crisi. Ma con queste ultime in calendario pare proprio che l'amministrazione Alemanno ci voglia lasciare con il botto.

E’ pur vero che molte di queste delibere sono annose e risalgono anche alle precedenti amministrazioni, il che non giustifica la frenetica corsa di questa Giunta e della maggioranza di questo Consiglio verso l'indiscriminata cementificazione di intere aree.

Le delibere più rilevanti, che sommate fra loro rappresentano interessi ormai miliardari, riguardano Aree di Riserva per l’Housing Sociale nell’Agro Romano, sulle quali i comitati intendono dare battaglia. Ma poi ci sono le aree di pregio quali l’ex-Velodromo, la ex Fiera di Roma e le famose aree ex depositi ATAC che avrebbero dovuto salvare le casse della società di trasporto pubblico capitolina senza che ad oggi sia stato venduto un mattone, nonostante la disponibilità di queste aree risalga a quasi un anno fa, con tanto di strombazzanti proclami salvifici.

Se il mercato non tira e i soldi mancano, ci sono però progetti più antichi quale la Centralità della Romanina, che così come è concepita ha trovato una strenua resistenza nei locali comitati, il progetto di Tor Bella Monaca e la Delibera APSA Tenuta Acquafredda. Citiamo poi per brevità altre importanti misure in approvazione: l'Accordo di Programma Casal Boccone, le Contro deduzioni alla Delibera n.8/2010 – Aree militari dismesse liberate da un decreto governativo che risale al Governo Berlusconi. E ancora la Delibera M2 Santa Fumia-Via di Brava ed infine la Delibera n.129/2011 relativa allo scambio immobiliare di tre Mercati Rionali. Ma numerosissime altre, come quella che riguarda la ristrutturazione radicale dello storico palazzo di via del Gambero, sono passate in cavalleria solo grazie alla approvazione della Giunta. Per il Comitato inter associativo coordinato da Italia Nostra Roma, di cui fa parte il più recente Carte in regola, si tratta di «una manovra urbanistica che si presenta come un vero e proprio nuovo Piano Regolatore, che peggiora quello del sindaco Veltroni – già fortemente criticato da comitati e associazioni – di cui si appresta a diventare una variante generale ».

I comitati osservano che sono stati programmati nuovi grandi centri commerciali in zone non previste dal Prg, mentre gli insediamenti residenziali sparsi nell’Agro romano si trasformeranno inevitabilmente in tanti dormitori. Pertanto le 33 associazioni chiedono che venga decisa una «moratoria dei provvedimenti urbanistici in agro romano e nelle residue aree libere nella città consolidata e che si provveda invece a programmare prioritariamente il recupero e il riuso, specialmente a fini sociali delle aree e strutture dismesse unitamente a un censimento degli edifici sfitti, vuoti e inutilizzati della città di Roma, alla riqualificazione energetica di dette strutture e edifici e alla messa in sicurezza, anche ai fini antisismici, degli edifici esistenti».

GL