Il quartiere di Ghera tra dissesti e privilegi

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Buche, cantieri interrotti e dissesti stradali: nemmeno il Municipio V fa eccezione rispetto alla regola di un disagio che attanaglia l'intera capitale. Tante infatti le segnalazioni che giungono dai vari territori che compongono la circoscrizione a est di Roma. Alcune sono storiche, altre più recenti ma tutte accomunate da una sconcertante costanza nel corso degli anni.

La più vecchia è sicuramente quella relativa a Ponte Mammolo. Il grande snodo, con una fermata metro e diversi capolinea bus, presenta, come già nel 2010 aveva segnalato Adiconsum, «più buche che posti auto nel parcheggio». Una situazione che ancora oggi è rimasta la stessa.

Non troppi mesi più tardi invece, il caso della pista ciclabile di Colli Aniene, un ambizioso progetto di collegamento “verde” fra via Palmiro Togliatti e il parco della Cervelletta che da anni è ferma proprio al centro della carreggiata in via Bardanzellu: un cantiere senza sbocco, che costringe gli automobilisti provenienti da via Balabanoff a percorrere addirittura un tratto di strada contromano per svoltare a sinistra. Decisamente più recenti poi, i dissesti stradali di Case Rosse.

In via Castropignano fa ancora discutere il caso del “marciapiede privilegiato”, un tratto di cemento più largo degli altri ma anche più basso, che sembra costruito proprio per ospitare il parcheggio selvaggio dei clienti del bar a fianco. Tornando a Colli Aniene invece, fra via degli Alberini e la stessa via Bardanzellu, nelle ultime settimane si sono fatti sentire i postumi del traffico anomalo di autocisterne che durante l'estate hanno transitato nella zona verso il depuratore Acea Roma Est. Il manto stradale infatti si sta sgretolando, dando vita alle classiche buche, larghe e profonde il giusto per far sobbalzare gli automobilisti.

Minimo comune denominatore, in particolare negli ultimi due casi, l'assessorato ai Lavori Pubblici diretto da Fabrizio Ghera, che proprio dal Municipio V ha iniziato la sua ascesa verso il Campidoglio.

«L'iperattivismo dell'assessore Ghera – dichiara sul punto Luca Pioli, coordinatore municipale del Pd – che si limita però al solo Municipio V, non riesce a nascondere i limiti della sua azione. Un esempio? Lo stato in cui versa il quadrante di Portonaccio. Oggi infatti l'assessore inaugura un centro culturale ampiamente insufficiente in termini di dimensioni rispetto alle necessità del quartiere addirittura 12 mesi oltre il termine previsto. Un ritardo che ha portato allo sfinimento non solo i cittadini, ma anche i commercianti. Nulla di nuovo però: Ghera non ha fatto altro che adeguarsi allo standard del suo sindaco».

Vincenzo Nastasi