Pup senza pace nè decoro

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Nonostante i recenti toni trionfalistici del delegato ai parcheggi Vannini il Piano comunale per i Pup continua a creare difficoltà ai cittadini.

Esemplare Via Albalonga dove, dopo la decadenza della convenzione per le inadempienze del concessionario e la cancellazione dell'intervento dal Piano, pare non ci siano i soldi per ripristinare lo stato della strada, cioè per togliere le transenne, ripiantare gli alberi abbattuti, rifare i marciapiedi.

Il Comune ha sempre assicurato che i costi sarebbero stati coperti dalla fidejussione a suo tempo depositata dalla ditta concessionaria, come previsto dalla convenzione per la concessione di suolo pubblico ai privati del Piano Urbano Parcheggi. Ma evidentemente qualcosa non ha funzionato se quasi due anni dopo dalla chiusura della strada per far posto al cantiere, si viene a scoprire che la società che doveva garantire la fideiussione, a quanto risulterebbe la COFITALIA CONFIDI, è indagata per associazione a delinquere e altro dalla magistratura romana che ha emesso 7 misure cautelari, 4 in carcere, 2 ai domiciliari e un obbligo di dimora, già dal luglio di quest’anno.

Intanto in Via Albalonga tutto è rimasto in abbandono. Così, tra la chiusura di molte attività commerciali, i tentati furti nei negozi e i problemi di sicurezza per pedoni e automobilisti, da diversi giorni manca anche l'illuminazione stradale. Era già successo mesi fa, quando i residenti avevano scoperto che l'Acea aveva affidato alla ditta che doveva realizzare il parcheggio anche la gestione dell'illuminazione pubblica.

Oggi i cittadini di Via Albalonga si chiedono quale possa essere una soluzione rapida dei problemi e soprattutto a chi spetta pagare le spese di ripristino. Probabilmente il solito Pantalone a meno che via Albalonga divenga un reperto ad imperitura memoria della inefficienza e della incompetenza di questa amministrazione capitolina.

 maat