Centrodestra alla ricerca della sua sopravvivenza

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Tutto e il contrario di tutto per una destra romana che più della sua nuova identità è alla ricerca della sua sopravvivenza. Così mentre domenica mattina Alemanno radunava al teatro Olimpico le solite truppe cammellate e precettate, ormai abituè di tutte le sue convention, per lanciare Italia Popolare, nuova ed indistinta formazione di destra, Giorgia Meloni attirava un mucchio di “gabbiani” adepti per le sue “Primarie delle idee” sotto lo slogan “senza paura” (forse per il proprio futuro).

Alemanno in estrema sintesi vuole Monti al prossimo governo, ma non la sua “agenda” e critica la discesa in campo di Berlusconi che poco dopo dilagava su Canale 5 annunciando il suo fidanzamento oltre che l’abolizione di Imu e di tutte le tasse. Giorgia invece non vuole nè Monti nè Berlusconi ma vuole qualcosa di indistinto e non ben identificabile se non il generico rinnovamento che ormai tutti vogliono compreso Di Pietro. Ma Gianni e Giorgia una cosa non vogliono, spaccare il Pdl, almeno per ora, in attesa delle decisioni del Presidente del Consiglio che di alleanze con Berlusconi non pare ne voglia sentir parlare.

Da Alemanno c’erano i cattolici del Pdl fra i quali spiccavano l’ex ministro Sacconi e Formigoni, dalla Meloni c'era il gigantesco Crosetto e molti rampelliani mobilitati per l'occasione. Tuttavia nessuno dei due ha avuto la forza di andare in piazza dove, per dare l’impressione di forza, occorre portare minimo 10.000 adepti. Se tutto lo scibile umano fluiva liquido dalle tribune dei due eventi con l'unico obiettivo chiaro di contrastare la prevedibile vittoria della sinistra, l’aggrapparsi di Alemanno alla toga accademica di Monti e gli accenti pop movimentisti della Meloni non davano risposte ad alcuni semplici e urgenti quesiti.

Ad esempio chi sarà il competitor di Nicola Zingaretti alle regionali, che non è poco se si considera che il candidato di centrosinistra ha già messo in moto la macchina elettorale presentando ieri il suo comitato elettorale alla Cristoforo Colombo e questa sera alle 19 lanciando ufficialmente la sua candidatura nel salone dell'Antonianum. Inoltre per le comunali che dovrebbero svolgersi nella prima decade di aprile, non si conoscono chiaramente le posizioni di Alemanno che da mesi scatenano una ridda di voci su una sua possibile candidatura alle camere che giocoforza comporterebbe un anticipo di quella scadenza.

L’unica certezza di Alemanno è che solo Alfano può guidare alla vittoria il centrodestra, ma a Giorgia Meloni che con le primarie sperava di fare il botto, non va bene nessuno anche se il Pdl non va diviso nemmeno con la formazione di destra che La Russa sta mettendo in cantiere. Troppi segnali e troppo contraddittori perché possano essere compresi da quella destra romana che negli anni migliori ha raccolto anche il 30% dei consensi, ma che oggi si trova in balia di troppi satrapi alla disperata ricerca di una collocazione personale e nella prospettiva di una disarmante penuria di poltrone.

I capi fazione ragionano come se il Pdl non stesse nei sondaggi a meno del 20%. Sempre che tutti non finiscano poi per allinearsi buoni buoni dietro la linea antieuropeista, demagogica e anticomunista vintage di Silvio che dei balbettii della destra romana non sembra proprio tener conto. E non solo da oggi.

Giuliano Longo