Ospedali: alta tensione

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La tregua è solo apparente. Anche ieri infatti la sanità di Roma e del Lazio ha continuato a tremare e a presidiare le strutture a rischio chiusura nelle ore del confronto al ministero dell’Economia tra il commissario Bondi e i direttori sanitari delle strutture sotto il fuoco dei tagli.

Alla fine i tagli ci saranno, circa 900 posti, probabilmente ridimensionati, ma il piano è ancora in discussione e sarà gestito dalla nuova giunta. Secondo quanto emerso ieri pomeriggio al termine del vertice la decisione finale sul taglio di strutture, reparti e posti letto, «verrà evidentemente valutata dal prossimo governo regionale – ha spiegato il Dg del San Filippo Neri Lorenzo Sommella – e noi coltiviamo la speranza che non vengano fatte scelte che vanno a colpire la salute delle persone che serviamo». Al San Filippo Neri dovrebbero saltare in tutto 120 posti letto con la disattivazione e quindi la chiusura dei reparti di Cardiochirurgia, Neurochirurgia, Chirurgia Toracica, Chirurgia Maxillofacciale, Geriatria.

Secondo quanto rivelato i tagli ai posti letto negli ospedali dovrebbero essere almeno in parte compensati con un aumento dei posti nelle Residenze Sanitarie Assistite, che nel Lazio mancano rispetto alla media nazionale, come confermato dal direttore del San Camillo Aldo Morrone. «I posti letto – ha spiegato – dovrebbero essere riportati sul territorio attraverso un aumento nelle Rsa, per le cure infermieristiche e per le intensità di cura. È un piano che attende ancora il confronto con le parti sociali, che verrà terminato a fine anno, e che molto probabilmente verrà realizzato dalla prossima amministrazione regionale. Ci sono ancora delle verifiche da fare sul blocco del turnover, sulla mobilità del personale, sul farmaceutico e su beni e servizi».

Intanto però la tensione non accenna a scemare e per giovedì 20 prevista la fiaccolata sotto il ministero di via XX settembre. Al San Filippo Neri prosegue la mobilitazione e ieri sono stati occupati dai dipendenti i reparti di cardiochirurgia e di neurochirurgia che rischiano di essere falciati dai decreti.

«Annunciamo – ha detto il segretario provinciale della Uil Paolo Domenici – che la UIL FPL sta occupando, per difenderli dalla chiusura, i reparti di cardiochirurgia e di neurochirurgia che rappresentano oltre il 60% dei posti letto che si vogliono tagliare».

E intanto sul fronte della gestione il Pd ha avviato un esposto alla Corte dei conti contro la Regione: «Oggi scopriamo che la Polverini ha affidato gare e appalti per la ristorazione e il trasporto nella sanità addirittura per 266 milioni di euro, appalti che, per legge, sarebbero dovuti essere gestiti dalla futura giunta. Per questo presenteremo immediatamente un esposto alla Corte dei conti e chiediamo alla magistratura di intervenire per bloccare questi vergognosi appalti last minutes della peggiore presidente che la Regione Lazio Lazio abbia mai avuto» ha denunciato il segretario del Pd.

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