La sfida di Zingaretti

0
26

Mentre scrivevamo era ancora in corso presso l’Auditorium Antonianum, il lancio ufficiale della candidatura di Nicola Zingaretti alla presidenza del Lazio. Lunedì nella sede di via Cristoforo Colombo 112 era stato presentato il suo comitato elettorale. Si avvia così una campagna che nelle intenzioni del Presidente della Provincia punta vuole su valori quali sobrietà, trasparenza e responsabilità verso la comunità.

Quindi nessuna cena di finanziamento per ma la normale “colletta” per i partecipanti giunti nell’emiciclo, all’ingresso della sala. Zingaretti va al risparmio e intende spendere meno di quanto consentito dalla legge, riducendo da subito i costi stampa ed affissione di manifesti, nella convinzione che «l’unico modo per sfuggire alle pressioni populiste dell’antipolitica sarà dimostrare, a partire dai temi del finanziamento della politica, una totale discontinuità rispetto al passato e alla degenerazione dei comportamenti pubblici e personali a cui abbiamo assistito».

Una svolta, anzi una “rivoluzione”, come l’ha definita, che obbliga alla «trasparenza su tutto: bilancio, motivazioni delle nomine e dei curricula, performance dei manager e dirigenti, verbali dei Consigli di amministrazioni. Tutti i dati sulle attività dell’amministrazione devono essere offerti in open data ai cittadini». Di fronte ai suoi supporters assiepati il candidato non risparmia critiche alla gestione di Renata Polverini che non è riuscita a governare «con solo 20 leggi approvate nell’ultimo anno – ha aggiunto – peggio di noi solo il Friuli. Con troppe leggi vecchie e zero testi unici di riordino e semplificazione ». Una Regione «che deve snellire una struttura organizzativa poco trasparente, con 272 diversi centri decisionali».

Senza contare che il debito verso i fornitori della Regione ammonta a 7,6 miliardi di euro e occorrono in media 420 giorni per saldare le fatture, contro un termine di 60 giorni indicato dall’Unione Europea, mentre la Provincia, sottolinea il candidato, ne impiega solo 50. Accennati gli spunti critici passa a delineare la sua vision del buon governo partendo proprio dal lavoro con una radicale semplificazione amministrativa grazie alla creazione di sportelli unici per portare l’amministrazione vicino ai cittadini e alle imprese.

Altro impegno che i candidato si assume è quello di adottare diversi strumenti finanziari: «L’accesso al credito ai fondi rotativi, per sostenere la liquidità del sistema produttivo». Anche se è necessario costruire «un nuovo e diverso modello di sviluppo per consentire al Lazio di essere protagonista nella nuova competizione globale: reti, sostenibilità, sostegno alle start up, internazionalizzazione, cultura e turismo che devono diventare le parole chiave della ripresa». Se da un lato occorre innovare il sistema dei servizi regionali occorre dall'altro «ristabilire il patto che lega i cittadini e lo Stato. Un patto che è fatto di valori ma anche del riconoscimento di diritti e di benessere collettivo».

La sanità laziale ormai travolta dalla crisi e dai tagli «sarà il cuore di questa sfida» ma per Zingaretti l’unico modo per uscire dall’emergenza «è chiamare medici, operatori e cittadini a costruire insieme un modello di sanità che oggi al Lazio manca. Con i tagli e le chiusure si rischia soltanto di peggiorare le distorsioni del sistema».

G.L.