Tagli per 900 posti letto: sanità in pareggio nel 2015

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Il piano per far stare in pareggio entro il 2015 la sanità del Lazio l’ha scritto il commissario Bondi, ma lo dovrà attuare il prossimo presidente della Regione. Ma i 900 posti letto tagliati nelle varie strutture (metà nel pubblico) sono ormai dati acquisiti.

La mannaia che si abbatte sulla sanità del Lazio è fatta di nomi e numeri: i più colpiti saranno il Cto e il San Filippo Neri, che perderanno ciascuno 120 posti. Per il San Filippo Neri il colpo più grave, visto che la riduzione dei letti graverà fortemente sull’offerta di sanità pubblica per il quadrante nord della capitale.

Ieri è intervenuto il coordinatore della Uil Fpl medici, Roberto Bonfili chiedendo un incontro con le autorità per chiarire la situazione del nosocomio romano: «I tagli pensati dal commissario Bondi non trovano alcun riscontro con i numeri prodotti dall' A.C.O.San Filippo Neri negli ultimi anni. La cardiochirurgia, la Neurochirurgia e la terapia intensiva neo-natale al San Filippo producono numeri, qualità e costi che non possono essere disattesi. L’impegno di ciascun operatore è massimo così come la professionalità di ognuno».

Ma i tagli nella sanità pubblica non finiscono qui: se ne andranno 57 posti dall’Umberto I, una trentina dal San Camillo e 50 dal San Giovanni. Quest’ultimo insieme a Oftalmico e Eastman dovrebbero essere convertiti in centri di lungodegenza per malati cronici e oncologici. Quanto ai privati vanno contati i 250 posti in meno previsti dal nuovo piano industriale del Gemelli, che si sommeranno agli 88 dell’Inrca e ai 100 dell’Idi.

E poi c’è il tema dei lavoratori: per circa 3500 persone, sostanzialmente precari, si porrà il tema del futuro occupazionale. A fronte di questa rimodulazione del sistema, il piano di Bondi prevede la formazione di 2500 posti per anziani, disabili e persone non autosufficienti entro il 2013 e altri 3500 entro il 2015 con l’obiettivo di risparmiare fornendo più servizi sul territorio.

Ma il piano di Bondi preoccupa soprattutto il privato che critica il taglio dei fondi del 7 per cento nel solo 2012 e vede situazioni di grave crisi come quella delle 13 strutture laziali denominate “San Raffaele” e dichiarate a rischio chiusura a fine anno se non si risolverà la questione dei 260 milioni di fondi regionali non ancora erogati al gruppo. Mentre domani sarà il giorno della manifestazione in via XX settembre davanti al ministero, non si ferma neanche la protesta degli ospedali religiosi e classificati: se all’Idi i lavoratori continuano a far funzionare il San Carlo di Nancy e le altre strutture nonostante la drammatica situazione finanziaria e il fatto che ancora non si siano mossi i 5 milioni promessi la scorsa settimana, prosegue la protesta al Fatebenefratelli e nelle altre strutture religiose a rischio.

A fine giornata dopo un incontro con Bondi il sindaco Alemanno ha fatto sapere che «L’Idi ha ricevuto il bonifico e dovrebbe quindi entro venerdì a dare gli stipendi. Domani (oggi Ndr) ci daranno conferma se ci riusciranno oppure no».

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