Voto: che caos

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«Ho parlato con il ministro dell'Interno Cancellieri segnalandole il rischio di caos in cui si rischia di precipitare se il governo non interviene con rigore, per risolvere questo problema – ha detto ieri Nicola Zingaretti. Le ho segnalato questa anomalia e l’ho sollecitata ad adottare dei provvedimenti anche perchè cominciano ad esserci tutti i presupposti per i reati di abuso di ufficio o di omissione di atti di ufficio perchè non si rispetta un’ottemperanza prevista nel decreto».

Non si placa la bufera sulla data del voto regionale e nell’incertezza generale (anche quella delle elezioni politiche che rischiano di slittare ancora) la confusione non fa che aumentare. Resta il desiderio di alcuni, come Alemanno e Polverini, di fissare un election day con le politiche, anche se le sentenze del Tar parlano chiaro.

Dopo le dure parole di martedì il candidato del centrosinistra Nicola Zingaretti ha richiamato nuovamente le istituzioni al rispetto delle regole. «Ci sono due sentenze del Tar molto chiare – prosegue – che hanno detto che bisognava votare entro 90 giorni dallo sciogliemento del Consiglio regionale che è avvenuto il 27 settembre. Noi già siamo in una situazione di illegalità».

Zingaretti ha poi riferito sull’iniziativa del Movimento difesa del cittadino ai presidenti di Provincia «Abbiamo ricevuto una richiesta come presidenti delle province dal Movimento di difesa del cittadino che, in base alle presenza in vigore del decreto di indizione datato 1 dicembre, intima le province a comunicare e inviare ai comuni questo decreto per fare in modo che da sabato diventi operativo (per l'indizione dei comizi elettorali, ndr.). E’ evidente che è l'ennesimo pasticcio di cattiva gestione».

Il presidente ha ribadito la confusione del momento: «Da alcune ore molti sindaci ci stanno segnalando che pur essendo convocate le elezioni con decreto della presidente Polverini, a nessun comune della provincia di Roma e suppongo quindi del Lazio è arrivato il decreto di indizione che impone loro, dal 22, di convocare i comizi elettorali e per autorizzare la raccolta delle firme. Penso che il decreto non sia mai stato inviato. Il decreto è infatti in vigore e i sindaci dovrebbe adempiere a queste mansioni». In serata la Polverini ha confermato l’intenzione di far svolgere le elezioni seguendo «l’invito espresso dal governo all’election day» e sui comuni si è difesa ricordando che «trasmetterà le opportune istruzioni ai Comuni che le riceveranno nei tempi utili a garantire l’osservanza dei tempi e modi previsti dalla legge».