Cemento “last minute” per Alemanno

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Perché, chiede il capogruppo capitolino del Pd Umberto Marroni, dopo quattro anni e mezzo inspiegabilmente il Sindaco Alemanno, mentre è già con le valigie in mano, vuole portare in discussione decine di delibere urbanistiche alcune delle quali di dubbia utilità? Perché preme l’acceleratore, generando quello che viene definito ormai nei social network il “cemento di natale”? La domanda è puramente retorica visto che la risposta è nei fatti. Muovendo mattone e cemento last minute Alemanno spera di coglierne benefici in voti e in consenso dei costruttori e non solo.

Tocca vedere se l’opposizione in Consiglio, gli uomini di buona volontà che pure ci sono nella maggioranza, i comitati dei cittadini, le associazioni ambientaliste, riusciranno in qualche modo a bloccare una operazione che lascerà segni indelebili su molti territori della città.

Per questo è necessario entrare nel merito di misure che magari attendono da anni e che hanno davanti a sé comunque un iter ancora lungo e complesso. Quindi il nodo è politico e deve tener conto della complessità degli interessi in campo che non sono sempre e necessariamente speculativi. Noi, da cronisti, possiamo solo constatare che ad oggi si passa dalla approvazione del programma riqualificazione urbana di Tor bella Monaca che richiederà decenni, ai diritti edificatori di varie aree fra cui la Mandriola, della cosiddetta Piccolo Palocco o della Cecchignola.

Poi ci sono le varianti al Piano Regolatore delle quali questa amministrazione ha già ampiamente abusato in questi anni stravolgendo il pur criticabile Piano regolatore di Veltroni, quali quella della società Baodicea alla Pisana o quelle previste per Settecamini, Casal Bianco, Torraccia, Via di Tor Cervara, Casale Nei, Casale Rosso, Cesano, Ponte di Nona, Rocca Fiorita, Lunghezza, Castel Verde, Romanina, Acilia Saline, Malafede, Muratella, Massimina, Borghesiana Pantano, Osteria del Curato, Monte Stallonara, Via Ponderano, Cerquetta, Santa Fumia via Brava, Casal Selce. Oppure ancora la variante per Casal Giudeo, la modifica della destinazione urbanistica dell’area occupata dallo stabilimento ENI-deposito GPL di Via Cipolletti, la variante di Casal Gottoni. Il tutto frammisto a misure meritorie e necessarie quali quelle che riguardano l'Università La Sapenza o il programma di riqualificazione urbana dell'Esquilino e l'acquisto o riqualificazione di immobili per l'housing sociale, oppure il recupero urbanistico del nucleo di edilizia ex abusiva “Palmarola – Via Lezzeno. C’è poi la ciccia, le cosiddette grandi occasioni immobiliari.

Parliamo ad esempio della cementificazione dell’area dell’ex Velodromo all'EUR che muove importanti interessi speculativi di Eur spa, mentre i lavori per la Nuvola di Fuksas si protraggono con costi che potrebbero essere lievitati oltre misura. Oppure un’altra e ben più importante variante urbanistica per l’ex Fiera di Roma. Desistiamo dall’elencazione per non annoiare il lettore, ma insistiamo sui tempi sospetti di questa operazione ad ampio raggio e sulle indubbie conseguenze per gli assetti dei territori. Questo vuol dire che dall’oggi al domani spunteranno palazzi e grattacieli come funghi? Certamente no, ma negli anni li vedremo spuntare e allora sarà troppo tardi.

Giuliano Longo