Regionali, continua il valzer delle date

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La data delle elezioni regionali non viaggia più nel vortice dei ricorsi ma le ipotesi di svolgimento sembrano ancora dividere le forze politiche e le istituzioni alimentando confusione. Apparentemente questa volta carta canta, perché su ordine del Ministro dell’Interno il prefetto di Roma ha dato mandato ai Sindaci di dare corso alle operazioni elettorali per il Lazio il 10 e 11 febbraio 2013 dopo che Renata Polverini ha convocato i comizi per l'elezione del presidente della Regione e per il rinnovo del consiglio regionale per quella data.

La circolare è stata resa pubblica ieri dall'avv. Gianluigi Pellegrino che aveva presentato e vinto il primo ricorso al Tar successivamente confermato dal Consiglio di Stato. Così la circolare conferma  che  i manifesti per la convocazione dei comizi saranno affissi il 27 dicembre, 45° giorno antecedente quello della votazione. Ma le cose non sembrano proprio che stiano così infatti subito dopo la presidente dimissionaria Renata Polverini confermava l'esigenza della circolare del prefetto che conferma il voto  per il 10 e 11 febbraio ma aggiungeva essere ragionevole pensare che "nelle prossime ore anche il Lazio, con una modifica al decreto, andrà a voto con election day".

"Non bisogna infatti confondere – ha aggiunto – gli adempimenti che il prefetto deve esplicare, con una decisione politica già presa e cioè che Lazio vada al voto assieme alle politiche, alla Lombardia e al Molise il 24 febbraio. Quando ci sarà la certezza della data allora modificherò il decreto". la polveroni ha poi sottolineato che ieri era l'ultimo giorno, tecnicamente possibile per uno degli adempimenti del prefetto, ha aggiunto di essere in attesa delle dimissioni di Monti, dello scioglimento delle camere e dell'indicazione di una data per l'election day che il governo aveva deciso per il 24 e 25 febbraio.

Ma c'è il problema sollevato in giornata dall'avv. Pellegrino promotore dei ricorsi al Tar e al Consiglio di Stato, se il decreto possa andare contro la decisione dei tribunali amministrativi "C'è una legge nazionale che parla di Election day in termini di risparmio – ha risposto il governatore dimissionario del Lazio – e c'è un comunicato del Cdm che si esprime in questo senso: risparmiare sulla finanza pubblica e sulla base di questo ritengo, così come anche ne abbiamo discusso con il governo, ministro e prefetto , che è possibile modificare la data". 

Eppure la questione potrebbe a questo punto complicarsi perché l'avv. Pellegrino sostiene che lo spostamento delle elezioni regionali "non è più lecitamente possibile" poiché si tratta di "eseguire le sentenze dei giudici amministrativi che come tali non sono modificabili, tanto più che in un regime democratico non è mai avvenuto che delle elezioni indette venissero successivamente revocate". Mentre E insiste il Consiglio di Stato, sul ricorso da lui a suo tempo presentato, "ha escluso categoricamente che il diritto costituzionale dei cittadini del Lazio possa essere ulteriormente rinviato per il cosiddetto election day atteso che il valore costituzionale democratico prevale su qualsiasi altra esigenza". 

A questo punto è evidente che la ragion politica dovrebbe prevalere su quella strettamente giuridica, ma la decisone finale potrebbe arrivare dopo che Monti ha rassegnato le dimissioni aprendo la via allo scioglimento delle Camere. Un pasticcio comunque quello del lazio che avrebbe potuto venir risolto già con il voto a dicembre ottemperando al dispositivo del Tar se non fosse che Renata Polverini ha voluto ancora guadagnarsi ben 5 mesi di governo della regione con costi superiori ai risparmi realizzabili con l'election day.

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