Lo stop di Bondi alle nomine della Polverini

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Con Renata Polverini ci vuole davvero pazienza. E se n'è accorto persino il commissario straordinario per la Sanità, Enrico Bondi che, di fronte all'attivismo più o meno legittimo con il quale la presidente uscente sta mettendo mano alle vicende regionali, ha detto stop.

Le lettera di Enrico Bondi alla Polverini, che Affaritaliani.it pubblica in esclusiva, è uno schiaffo politico e un avvertimento amministrativo prodromo di atti successivi, qualora Renata non riuscisse a fermare la sua penna, posseduta dal demone delle nomine. L'oggetto della missiva sono le nomine dei Commissari straordinari delle Asl Roma F, Roma H e Viterbo. Scrive Bondi: “Con riferimento all'oggetto, si è appreso informalmente dell'avvenuta nomina di Camillo Riccioni, Claudio Mucciaccio e Antonio De Santis, senza preliminare condivisione con la scrivente struttura commissariale”.

Quindi definisce il binario sul quale invita la presidente a muoversi: “Si ritiene che nell'attuale contesto di riferimento sia necessario assicurare la gestione commissariale, designando quali commissari straordinari gli attuali direttori amministrativi e/o sanitari che già conoscono le peculiarità degli enti sin qui amministrati e non necessitando di un periodo di comprensibile ambientamento”.

Dunque, niente nomine straordinarie, ma assicurare solo la continuità del funzionamento dei distretti sanitari di Civitavecchia, Cerveteri, Bracciano e Capena (Asl Rm F), nel territorio che va da Frascati-Velletri sino ad Anzio e Nettuno (Asl Rm H) e la azienda sanitaria di Viterbo e Provincia.

E se non fosse chiaro che quelle nomine non sono assolutamente in linea con la strategia commissariale, Bondi chiarisce: “Non appare opportuno al momento procedere al conferimento di doppi incarichi a favore di direttori già notevolmente impegnati presso altre Aziende nelle quali operano come direttori generali”. Quindi l'invito lapidario: “Si esprime parere sfavorevole alle nomine già operate e si chiede si revocare i provvedimenti già adottati e di procedere alle nuove designazioni indicate ne rispetto della continuità gestionale e previa condivisione con la struttura commissariale”.

In sintesi, i tre commissari nominati da Renata Polverini possono anche andare a casa. E la presidente è avvista: sulla sanità decide il commissario. L'epoca del dirigismo è finita.