Marchini si fa largo sui mass media

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Se Gentiloni, prescelto da Bersani per il listino dei suoi deputati sicuri, vuole comunque partecipare alle primarie del Pd per il Campidoglio, chi sgombera il campo è Umberto Marroni, il capogruppo Capitolino che si presenta alle parlamentiadi del 30 prossimo per il Senato. Forse avrebbe preferito puntare al Campidoglio, ma pare che questa volta l'invito sia venuto dai vertici del Nazareno ai quali non si può dire di no.

Tuttavia la lista dei concorrenti non si sfoltisce più di tanto perché l'eurodeputato Sassoli non molla e così pure l'assessore provinciale allo sport Patrizia Prestipino, che magari non spera nella carica di prima cittadina ma almeno in quella di consigliera se non assessora. Fuori dal Pd ed escluso Alemanno restano i minori quali l’ex assessore Croppi, il presidente del municipio X Medici che non corre per i Vendoliani ma in proprio con un possibile candidato di Sel alle primarie di coalizione.

Qualche giorno fa si parlava del consigliere provinciale Peciola che avrebbe ottenuto l’imprimatur di Massimiliano Smeriglio ormai proiettato alla Regione con Zingaretti. Al centro il capogruppo Udc Onorato e l’imprenditore Marchini.

Già, Alfio Marchini. Ma siamo sicuri che lui si identifichi davvero con i centristi o Montiani neo o vetero che siano? Il dubbio ci è sorto ascoltandolo giovedì sera alla trasmissione di Santoro “Servizio pubblico” mentre parlava di stop al consumo del territorio, di riqualificazione del patrimonio immobiliare, di reti informatiche, di innovazione, di efficienza, di merito, insomma di temi cari alla sinistra più moderna che riecheggiano, anche in questo primo approccio di campagna elettorale per le regionali, nei discorsi di Nicola Zingaretti, con la differenza che Nicola su queste cose ci batte da anni.

Si dà poi il caso che dopo l'intervista di Lucia Annunziata quella di giovedì sera fosse la seconda “apparizione” di Marchini in importanti appuntamenti televisivi. Un media, quello della tv, che si addice a questo “bell'uomo”, un po’ “piacione” come lo fu a suo tempo il giovane Rutelli. Incuriositi, abbiamo appreso che il suo staff sta organizzando “Coordinatori di Comunità” sul territorio con l’utilizzo intensivo dei social network. Che progetta “laboratori tematici” e modalità di comunicazione che non sono certo quelle di Casini o di Fini. Più vicino a Montezemolo si direbbe.

Certo, ci siamo detti, avrà pure l’appoggio dei centristi, dei costruttori, dei grandi media, ma se poi Alfio i voti se li andasse a cercare, oltre che dai moderati (termine ormai esausto), fra il popolo di sinistra? Marchini non è un Pisapia e nemmeno un De Magistris. Candidato nemmeno unto dal sacro crisma della salvifiche primarie. Un limite quest’ultimo che tuttavia non gli preclude qualche importante simpatia a sinistra. Senza contare il suo discreto appeal sull’elettorato femminile, l’età poco più che renziana ed un aspetto rassicurante per gli anziani. Un bel pacchetto di credenziali studiato secondo precise strategie di comunicazione.

Lui, fra una apparizione televisiva e l’altra ci va cauto, non scende nella polemica politica ma dichiara apertamente di essere alternativo ad Alemanno. Molto attento a criticare il Pd attende l’esito delle primarie ai primi di marzo e intanto lavora. Gentiloni, Sassoli, Riccardi (che ancora riciccia su Repubblica)? Chissà. Potrebbe anche saltar fuori il nome del prof ed illustre medico Ignazio Marino, giusto per guarire le infezioni di questa città, se non fosse piuttosto inviso alle gerarchie ecclesiastiche. Forte o debole che sia il candidato del Pd a Marchini poco importa perché se sfonda con i voti potrebbe diventare decisivo per la vittoria della sinistra al ballottaggio. Ma, ovviamente, lui corre per vincere.

Giuliano Longo