Una colata di cemento su Roma

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Una colata di altri 100 milioni di metri cubi di cemento stravolgerà negli anni a venire l’assetto urbanistico della Capitale. Lo hanno denunciato nei giorni scorsi tutte le associazioni ambientaliste.

Questo sarebbe il risultato delle numerose delibere ancora in approvazione dalla prossima settimana al Consiglio comunale. Legambiente nei giorni scorsi ha passato in rassegna tutti i documenti del Campidoglio in cui si parla di progetti edilizi che potrebbero quasi raddoppiare le costruzioni previste dal Piano Regolatore. Un consumo di suolo previsto in 7,7 milioni di metri quadrati di territorio (770 ettari). Si va dagli oltre 33 mila metri cubi per i 4 grattacieli di 16 piani e le 11 palazzine di Casal Boccone, agli oltre 790 mila per il raddoppio della centralità Anagnina Romanina e 1,5 milioni di metri cubi per la valorizzazione immobiliare delle caserme.

Sono invece oltre 84 mila i metri cubi per i 270 appartamenti per l’Aeronautica tra Bufalotta e Parco delle Sabine. A Prati si parla invece di 50 mila metri cubi per il palazzo multifunzione di sei piani che sorgerà a piazza Bainsizza al posto dell’ex deposito Atac. La vecchia fiera di Roma, sulla via Colombo, sarà riqualificata con 96 mila metri cubi di cemento in più. E ancora altri 48 mila metri cubi per il cambio di destinazione d’uso dell’area dell’Ex Velodromo nel Municipio XII, da Cittadella dell’Acqua a complesso residenziale.

Sta così sorgendo, sia pure a macchia di leopardo, una nuova città con un numero di residenti pari a 205.366, quanti ne abitano Padova. Altri 80 mila metri cubi dovrebbero occupare Monte Stallonara, Romanina e Torraccia. Mentre le compensazioni incideranno per 468 mila metri cubi che si aggiungono ai 948 mila metri cubi già previsti per compensare aree nelle Riserve dell’Acquafredda e della Valle dell’Aniene. Addirittura si edifica in parchi quali quello di Santa Fumia. Per di più l’Assessore Corsini prevede 2,58 milioni di metri cubi in project financing per i prolungamenti delle Metropolitane B2 (Ponte Mammolo/Casal Monastero) e B1 (revisione del tracciato della tratta Conca d’Oro/Bufalotta). Per la maggioranza queste delibere andrebbero nella direzione della riqualificazione del territorio, anzi non prevedono aumenti di cubature rispetto al Piano Regolatore di Veltroni. Anzi alcune prevedono una diminuzione di cubatura e in qualche piano di zona, sono destinate per intero a servizi; uffici pubblici, asili e centri anziani.

In un contesto così complesso l’opposizione in Consiglio si limita a contestazioni spesso generiche, quando sollecitate dai vari comitati dei cittadini, senza la vision complessiva di un piano di cementificazione che sicuramente ha una valenza pre elettorale e precostituisce dei diritti. Lo scempio, come viene definito dagli ambientalisti, sarebbe giustificata dalla necessità di uno stimolo economico per un settore in crisi. Quando poi a Roma si calcolano in decine di migliaia gli alloggi sfitti e dove la riqualificazione degli stabili langue a scapito soprattutto delle piccole e medie imprese e il mercato immobiliare è in recessione. Sono difficilmente calcolabili i benefici elettorali che ne trarrà Gianni Alemanno, ma è certo che l’artiglio della sua scadente amministrazione lascerà un segno indelebile sulla immagine futura di questa città.

G.L.