Zingaretti: «Nel Lazio è emergenza acqua potabile»

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Per il candidato del centrosinistra alla presidenza della Regione Lazio, Nicola Zingaretti nel Lazio esiste una vera e propria emergenza sulla potabilità delle acque. Lo scorso 31 dicembre sono infatti scaduti i termini per ulteriori deroghe ai parametri delle acque potabili. Il Lazio rappresenta così l’unica regione che non riuscirà a ripristinare i valori secondo quanto stabilisce la legge.

«Un triste primato – denuncia Zingaretti – che nasconde un grande fallimento, l’ennesimo provocato dalla Giunta uscente che metterà a rischio la salute di migliaia di cittadini dei Comuni coinvolti soprattutto nell’area del Viterbese e del basso Lazio».

Eppure grazie agli investimenti di questi anni dell’Ato 2 e senza risorse aggiuntive della Regione, si sono fatti rientrare i parametri sotto i livelli di guardia nella Provincia di Roma tranne che per alcuni casi circoscritti, come quello che interessa 3000 abitanti di Velletri e 2000 di Lanuvio dove é stato predisposto un piano per l'emergenza attraverso autobotti che forniscono l’acqua ai cittadini in accordo con i Comuni coinvolti e con l’Istituto Superiore di Sanità.

Secondo Zingaretti la causa di questa situazione sta nella mancanza di investimenti per la potabilizzazione. Infatti per garantire l’approvvigionamento di 5/6 litri d’acqua al giorno necessari alla vita, come indicato dall’Istituto Superiore di Sanità, è necessario un piano di emergenza con un’unità di crisi coordinata dalla Regione per garantire l’acqua attraverso autobotti, fontane con dearsenificatori o altre soluzioni idonee.

Per Zingaretti questa situazione «è la prova dell’incapacità di chi ci ha governato finora di sanare una situazione che nelle altre regioni è stata invece risolta». Mentre «le direttive dell’Unione Europea in materia sono piuttosto chiare, sarebbe bastato seguirle per evitare questo disastro».

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