Sul Wifi Alemanno balla da solo ma la “sua” rete non convince

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La polemica sul wi-fi di Alemanno non è la solita vicenda di cattiva gestione o di servizi che non vanno o che funzionano male. Oltre le polemiche innescate da un articolo de La Repubblica di ieri sulle “ombre” legate alla gestione del portale “Digitroma.it”, resta il fatto che il Comune di Roma ha messo in piedi diversi anni dopo la Provincia una seconda rete wi-fi per la città, del tutto separata e tecnologicamente isolata da quella già installata e in funzione voluta negli scorsi anni da Palazzo Valentini.

Un progetto, quello del Comune, che sembrerebbe essere costato due milioni di euro per fornire un servizio (non sempre efficiente, a quanto pare) praticamente nelle stesse aree già servite da “Provincia Wi-fi”. Ovviamente, non si tratta di dividere tra istituzioni “buone” e istituzioni “cattive”, ma semplicemente di domandarsi se in tempi di ristrettezze economiche e possibilità tecnologiche come le attuali sia sensata e persino politicamente opportuna questa mancanza di collegamento tra due giunte, Comune e Provincia appunto, con i risultati che registriamo.

La vicenda era già stata stigmatizzata nelle scorse settimane dal presidente della Provincia e candidato del centrosinistra alle Regionali Nicola Zingaretti, il quale aveva immediatamente ricordato l'inutilità della duplicazione delle reti e denunciato relativamente alla presenza della rete attivata dalla Provincia: «Circa un anno e mezzo fa avevo informato il Comune di questa operazione ma non siamo mai stati presi in considerazione e visto che si dice che non ci sono risorse pubbliche l’appello che faccio è di spenderle bene».

Ma tant’è, e oggi ci tocca anche sentire che la rete del sindaco funziona male o non funziona, come nei casi in cui ci si distanzia pochi metri dall’hot spot o se si riscontrano difficoltà nelle procedure con gli smartphone. A rendere la polemica ancora più fastidiosa è la notizia che la rete della Provincia già esistente è il wi-fi più grande d’Europa, con 260mila iscritti e 1100 punti per la connessione gratis a internet senza fili. Non solo attiva nei punti significativi della città, ma anche in ospedali, spiagge libere del litorale romano e nei 380 plessi dei 196 istituti scolastici superiori della Provincia. Un accordo con la CNA di Roma e provincia estenderà inoltre la rete anche ai circa 4.200 bar e ristoranti, imprese del settore benessere e alimentare come pizzerie al taglio, gelaterie, rosticcerie, pasticcerie sparse sul territorio.

Ma la cosa che lascia più stupiti è il fatto che la rete della Provincia è parte di un più ampio network che si sta espandendo a livello nazionale, e che fa dell’integrazione tra le reti wifi un vero e proprio punto di forza, per dare non solo accesso alla rete, ma servizi collegati al territorio di Roma e provincia. Si tratta del “Free Italia Wi-Fi”, progetto con il quale la Provincia ha prodotto un software disponibile gratuitamente per tutti gli altri enti locali, che dà accesso gratuito ai cittadini romani anche nelle altre città che aderiscono. “Free Italia” è già usato da circa 20 amministrazioni italiane come i comuni di Genova, Torino, Rosignano Marittimo (Livorno), Lamezia Terme, Alba (Cueno), Bra(Cuneo), Cesena, Coriano (Rimini), Montevago (Agrigento), Saronno (Varese) e Tortorici (Messina); le Regioni Piemonte e Friuli Venezia Giulia; le Province di Gorizia, Grosseto, Prato, Pistoia, Firenze, Frosinone, Cosenza, Pesaro e Urbino, Potenza, Siena, Brescia, Trapani.

E se anche, come replica il comune, non ci fosse «nessuna ombra su Digit Roma», anche solo il fatto di muoversi per conto proprio nel settore delle nuove tecnologie di comunicazione appare una mossa poco chiara. Per questo il consigliere Paolo Masini del Pd presenterà un’interrogazione urgente al sindaco per conoscere tutti i dettagli di questo che «ha tutte le sembianze di un nuovo scandalo che si sta scoprendo all’ombra del Campidoglio. – ha spiegato – Soprattutto chiedo chiarimenti sul perché, a quanto risulta, il portale Digitroma.it sia registrato a nome della Spinweb srl fondata da Ambrogio Crespi fratello del guru e sondaggista di fiducia del sindaco, Luigi Crespi». Fratello attualmente ancora detenuto a Milano per una vicenda di voto di scambio legata all’assessore regionale lombardo Domenico Zambetti.

F.U.      
 

 

 

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