La società civile con Zingaretti

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Rinnovamento, trasparenza e partecipazione. Apparentemente slogan, ma che saranno i concetti pilastro della campagna elettorale di Nicola Zingaretti per la presidenza della Regione Lazio.

E il segno tangibile del cambiamento inizia dai nomi di coloro che dovranno sottoporsi al giudizio dei cittadini. Così Zingaretti ringrazia i partiti della coalizione di sinistra che lo sostiene, concordi nel rivoluzionare completamente la lista dei candidati che non presenterà alcun nome della precedente legislatura, ma soprattutto ribadisce che il “listino”, cioè l’elenco dei candidati alla Pisana scelti da lui direttamente, prescinderà dai politici di professione e punterà solo su nomi dell’associazionismo, della società civile, delle professioni e delle istituzioni scelti da lui. Un primo assaggio l’ha dato proprio venerdì presentando i primi due new entri del listino: Maria Teresa Petrangolini e il generale dei carabinieri Baldassarre Favara.

Un nome dell’associazionismo quello della Petrangolini: cofondatrice di Cittadinanzattiva, segretaria sino al 2002 del “tribunale per i diritti dei malati” ed attualmente direttore di “Active Citizenship network”, rete europea ed internazionale di Cittadinanzattiva. Insomma una leader dell’attivismo civico che è stata fra la prime ad aderire al Comitato Zingaretti. La Petrangolini ha ribadito di non provenire dalla politica attiva e di essere intenzionata, ove venisse eletta, a condurre le sue battaglie per la trasparenza delle amministrazioni e la partecipazione dei cittadini.

Uomo delle istituzioni è invece il generale dei carabinieri Baldassarre Favara, ben noto ai più attempati cronisti quando agli inizi degli anni ‘80 era comandante della compagnia dei CC di Trastevere e successivamente della compagnia di Roma centro. Sino a quando, ormai generale, fu comandante della Regione Carabinieri Lazio dal 2006 al 2008 per terminare la sua carriera come dirigente dell’ufficio centrale per la segretezza presso la presidenza del Consiglio dei Ministri, incarico che ha lasciato solo qualche mese fa.

Convinto che le istituzioni locali e la Regione possano dare un grande contributo alla sicurezza dei cittadini e alla prevenzione del crimine, ha accennato all’esteso fenomeno del riciclaggio a Roma e provincia e alle infiltrazioni massicce della criminalità organizzata nel sud del Lazio e sul Litorale romano. Nel corso della conferenza stampa è stata anche presentata una prima bozza di quello che sarà il manifesto/programma elettorale del candidato presidente e della sua coalizione. Constatato che oggi la Regione non è trasparente e tanto meno aperta alle istanze del cittadino, la bozza annuncia una rivoluzione amministrativa e legislativa.

La trasparenza, nelle intenzioni di Zingaretti, passerà dalla pubblicità degli atti, delle retribuzioni, delle prestazioni e dei risultati conseguiti proprio per evitare i soliti roboanti proclami ai quali non fa seguito un bel nulla. Questo implica lo sviluppo di nuove piattaforme informatiche OpenData e OpenSanità accessibili al cittadino/ contribuente. La partecipazione è invece obiettivo più complesso anche se il documento indica la definizione di percorsi di consultazione e gli strumenti per accogliere la “valutazione civica”, ovvero il giudizio permanente dei cittadini sul governo regionale e l’attività amministrativa.

Operazioni rese comunque possibili dalla rivoluzione digitale, la terza nel progetto di Zingaretti, che passa necessariamente dal superamento del “digital divide”, ovvero della impossibilità per larghe fasce sociali di accedere ad internet. La “rivoluzione digitale” implica anche la realizzazione di nuovi servizi informatici, o sportelli, per accedere anche alla documentazione sanitaria abbattendo le agonie burocratiche che oggi i cittadini patiscono. In questa prospettiva, tecnologicamente avanzata, Zingaretti intende muoversi per favorire anche il mondo delle imprese oggi impastoiate dalle lungaggini burocratiche e schiacciate dai crediti nei confronti delle pubbliche amministrazioni.

Un programma di governo ambizioso che mostra i volti di gente nuova e competente anche se oggi è prematuro vederli impegnati in incarichi di giunta. Indubbiamente la scelta di queste 'personalità' non potrà essere relegata alla sola attività legislativa nella aule della Pisana. Se la campagna elettorale del candidato Zingaretti ormai galoppa, a destra langue nell'incertezza. Ancora ieri le resistenze di Augelliani e sotto sotto dei Rampelliani sulla candidatura di Storace benedetta da Berlusconi, erano ancora forti. Lo scontro non è nemmeno cominciato. Guerra di programmi o di parole? Di parole se ne sono sentite e se ne sentono fin troppe, come ha detto la Petranglini. Fra sei settimane i cittadini valuteranno programmi e persone.

Giuliano Longo