Sanità, Enico Bondi verso le dimmissioni da commissario straordinario

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Sembrano ormai certe le dimissioni di Enrico Bondi da commissario straordinario per la spending review e da commissario per la sanità del Lazio. La decisione dovrebbe venire formalizzata dal Consiglio dei ministri straordinario che sancirà l'abbandono dei due incarichi da parte del super-manager che così potrebbe dedicarsi esclusivamente all'incarico affidatogli da Mario Monti per scremare l'elenco delle candidature per la lista civica che si richiama al premier («scelta civica con Monti per l'Italia» alla Camera e soltanto «con Monti per l'Italia» al Senato insieme a Udc e Fli).

Il problema di un possibile conflitto d'interesse tra i nuovi compiti affidati a Bondi e quelli più istituzionali ricoperti già da alcuni mesi, era stato sollevato nei giorni scorsi in primis il segretario del Pd, Pire Luigi Bersani. Nell'autunno scorso Bondi era stato chiamato anche a dirimere l'intricata matassa della sanità del Lazio andando di fatto a sostituire la governatrice della regione, Renata Polverini. Bondi "mano di forbice" come era stato definito dai suoi avversari nella nostra regione, proprio questa settimana avrebbe dovuto affrontare questioni delicate quali quella riguardante la situazione del Fatebenefratelli, che prima di Natale ave chiuso alcuni importanti reparti e i cui dipendenti ancora ieri non avevano ricevuto gli stipendi.

Il suo piano per far stare in pareggio entro il 2015 la sanità del Lazio verrà attuato dal  prossimo presidente della Regione. Ma i 900 posti letto tagliati nelle varie strutture (metà nel pubblico) sono ormai dati acquisiti. La mannaia che si abbatte sulla sanità del Lazio è fatta di nomi e numeri: i più colpiti saranno il Cto e il San Filippo Neri, che perderanno ciascuno 120 posti. Per il San Filippo Neri il colpo più grave, visto che la riduzione dei letti graverà fortemente sull’offerta di sanità pubblica per il quadrante nord della capitale. I tagli nella sanità pubblica non finiscono qui: se ne andranno 57 posti dall’Umberto I, una trentina dal San Camillo e 50 dal San Giovanni.

Quest’ultimo insieme a Oftalmico e Eastman dovrebbero essere convertiti in centri di lungodegenza per malati cronici e oncologici. Quanto ai privati vanno contati i 250 posti in meno previsti dal nuovo piano industriale del Gemelli, che si sommeranno agli 88 dell’Inrca e ai 100 dell’Idi. Poi c’è il nodo dei circa 3500  precari e del loro futuro occupazionale. A fronte di questa rimodulazione del sistema, il piano di Bondi prevede la formazione di 2500 posti per anziani, disabili e persone non autosufficienti entro il 2013 e altri 3500 entro il 2015 con l’obiettivo di risparmiare fornendo più servizi sul territorio. Ma nella sanità privata è previsto un taglio del 7% delle risorse con  privato  situazioni di grave crisi quali le  13 strutture  denominate “San Raffaele”. 

Mentre la situazione all?idi e al san carlo di Nancy rimane gravissima con numerosi tagli fra i reparti previsti dal piano industriale che verrà presentato ai creditori e stipendi ancora non pagati da mesi. Un conflitto di interessi quelleo sollevato per Bondi che sarà pur motivato da 'nobili' motivi, am che rischia di aggravare la crisi di un malto in bollino rosso qual'è la sanità del Lazio.