Fatebenefratelli, torna la paura di restare senza stipendio

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Era già successo subito dopo le ferie di tornare dalle ferie e non trovare lo stipendio. L’amara sorpresa era toccata a 1.500 impiegati, tutti i dipendenti dell’ospedale San Giovanni Calibita, il Fatebenefratelli dell’Isola Tiberina. Mille assunti direttamente e 500 tra cooperative e collaboratori non avevano ricevuto la retribuzione di agosto, dopo che già nei mesi precedenti erano stati pagati con 40 giorni di ritardo.

Oggi l’incubo rischia di ripetersi. Secondo quanto riferito dalla direzione generale, nella giornata odierna riapriranno tutte le attività di ricovero ordinario al Fatebenefratelli dell’Isola Tiberina, sospese dall’8 dicembre, e tutte le attività ambulatoriali saranno di nuovo attive. Ma i lavoratori restano in attesa degli stipendi che ieri non erano ancora stati accreditati.

Dall’assemblea generale dei lavoratori che si è riunita è emersa la volontà di chiedere alla proprietà un impegno per definire il piano aziendale e il piano di rientro economico finanziario tale da garantire tutti i posti di lavoro e le attività connesse. Il delegato sindacale Cgil Camillo Miceli parla di un’assemblea diventata permanente a cui hanno preso parte circa 380 persone. Venerdì è previsto l’incontro con la direzione generale da cui potranno scaturire ulteriori azioni di lotta sindacale.

L’Ugl intanto chiede al commissario Bondi di aprire un tavolo di confronto con le organizzazioni sindacali e la direzione aziendale per elaborare un piano di stabilità e di sviluppo. I 400 lavoratori presenti – spiegano i sindacalisti – hanno approvato all’unanimità un verbale in cui, oltre a chiedere alle organizzazioni sindacali di farsi promotrici del tavolo di confronto con la Regione, si sollecita l’uscita del nosocomio dall’Aris regionale, da tempo ormai in una situazione di empasse che ha portato alla crisi di molte strutture, e la riproposizione del Fatebenefratelli come ospedale trainante dell’intero comparto presso le sedi istituzionali.

Inoltre l’Ugl chiede che sia fatta chiarezza sulla mancata corresponsione delle rimesse regionali alle Case di Cura accreditate con il Servizio Sanitario Nazionale, perché oggi anche il Gruppo INI ha comunicato al personale dell’Istituto Neurotraumatologico e di Villa Alba che il pagamento della retribuzione del mese di dicembre slitta ulteriormente.