Pd, liste “blindate” per le politiche

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Sono state ore febbrili al Nazareno dove la direzione del Pd ha approvato all’unanimità le liste per le prossime elezioni politiche.

Fino all’ultimo è proseguito un braccio di ferro tra i territori e la segretaria nazionale che, di fatto, può contare su una quota di circa il 30% degli eletti. Candidati “blindati” che sono stati inseriti anche scavalcando chi si è misurato con le primarie. Di qui le pressioni delle segreterie locali per una rappresentanza più adeguata alle richieste dei territori.

In ogni caso il cerchio si è chiuso e questa mattina i giornali pubblicano le liste per esteso mentre a noi interessa in particolare quanto è accaduto per Roma. Alcune situazioni erano scontate quali le candidature di del magistrato Grasso (capolista), Ignazio Marino e Luigi Zanda al Senato. Un po’ meno scontate quelle, emerse dalle primarie, di Astorre e Monica Cirinnà.

Per quanto riguarda la Camera capolista per Lazio 2 sarà Donatella Ferranti seguita da Fioroni. Mentre per Lazio 1, cioè Roma e provincia, sarà come noto Bersani, ma il secondo in lista è il segretario regionale Enrico Gasbarra. A seguire Fassina, Orfini, Michela Campana, Miccoli e il capogruppo capitolino Umberto Marroni al nono posto della lista che in un primo tempo veniva dato al Senato.

Sempre per Lazio 1 in provincia passa Carella, tutti indicati dalle parlamentarie. Gentiloni entra fra le candidature blindate dalla segreteria. Ovviamente l’elenco è incompleto ma non era nostra intenzione riprodurlo tanto più che su tutti nomi pende ancora l’esito del risultato elettorale dove si conteranno i voti del Pd, ma la citazione ci sembrava opportuna per accennare al futuro di un’altra competizione elettorale, quella dei primi di giugno per il Comune di Roma.

Si dà il caso che molti dei nomi dei “papabili” a sindaco, più o meno ufficializzati o semplicemente sussurrati, rientrino nell’elenco di cui sopra. E’ il caso di Marroni, di Gentiloni che insieme all’eurodeputato Sassoli e alla assessora provinciale Prestipino si sono già candidati alle primarie del Pd per il Campidoglio che si svolgeranno presumibilmente a marzo. Poi ci sono altri auto candidati quali l’imprenditore e finanziere Alfio Marchini sul quale potrebbe convergere anche l’ex assessore ed auto candidato Umberto Croppi.

Sulla candidatura del Pd Gasbarra si è fatto invece un gran parlare, anche se la sua posizione nella lista, subito dopo Bersani, parrebbe schiudergli orizzonti più nazionali che capitolini. Ma il ragionamento potrebbe anche essere altro. Chi risulta nella lista ha davvero buone possibilità di essere eletto soprattutto se compreso entro i primi 24 nominativi. Quindi si pone in condizione di vantaggio rispetto a chiunque altro volesse candidarsi alle primarie per Roma.

Insomma, potrebbe rinunciare al seggio parlamentare, addirittura, solo quando venisse eletto sindaco. Un vantaggio non da poco che potrebbe suscitare malumori a sinistra anche solo sotto il profilo della opportunità politica. Se poi dovesse intervenire per Roma una decisione dall’alto del Nazareno, è da escludere che possa accadere mentre è in corso la campagna elettorale per le politiche e soprattutto per le regionali del Lazio. Dopo ci saranno a disposizione tre mesi che possono essere considerati tanti o pochi in ragione della sottovalutazione o della sopravvalutazione di Gianni Alemanno che in campagna elettorale è già da due anni.

Gl